31 ottobre 2022

Merito e Morale

In questi giorni si parla molto di merito, grazie soprattutto al nuovo Governo che, in puro stile "autarchico" ha ribattezzato diversi Ministeri e tra questi quello della Pubblica Istruzione, Ma siccome le parole hanno un significato, cerchiamo prima di tutto di partire da una comune accezione della parola. L'Enciclopedia Treccani ci fa sapientemente notare che non è solo inteso in senso positivo, ma anche negativo, si può meritare per esempio anche un castigo: "Il fatto di meritare, di essere cioè degno di lode, di premio, o anche di un castigo: premiarepuniretrattare secondo il merito. In genere però ha senso positivo, e indica il diritto che con le proprie opere o le proprie qualità si è acquisito all’onore, alla stima, alla lode, oppure a una ricompensa (materiale, morale o anche soprannaturale), in relazione e in proporzione al bene compiuto .......". Sembra che siamo addirittura su un piano etico universale e non tanto su un piano didattico o educativo. O forse sono correlati ? Vediamo.
Da esterno ho l'impressione che la scuola pubblica attraversi un periodo assai problematico ed abbia perso parecchio sul piano dell'autorità e della legittimità. Lunghi anni di contestazione, prima, e l'invasione dei genitori, dopo, hanno sgretolato l'immagine di un luogo dove si tramanda il sapere ma anche i principi che devono regolare i rapporti tra l'individuo e il consesso civile. L'infallibilità dell'istituzione scolastica era un eccesso, ma anche l'odierno balbettio di docenti e ministri non è da meno. Chi la fa da padroni sono i ragazzi e le loro famiglie che ormai dispongono di strumenti legali e di un potere contrattuale nei confronti della scuola, che hanno portato ad una notevole delegittimazione della stessa. 



So di consigli di professori dove si discute di quali potrebbero essere le azioni legali dei genitori prima di prendere un qualsiasi provvedimento nei confronti dei ragazzi. Mi riportano testimonianze di bocciature rientrate per ricorsi al TAR. Ho quindi l'impressione che la scuola non sia più la sede più adatta e più serena ad esprimere un giudizio sui comportamenti e sulle capacità degli studenti.
In un contesto come questo trionfa una malintesa ideologia di sinistra, per cui la scuola debba portare allo stesso livello soggetti che provengono da ambienti molto diversi tra loro ed hanno avuto punti di partenza diseguali per posizione sociale e strumenti culturali. Un livellamento però verso il basso, che usa i principi di un'educazione non meritocratica per giustificare la mancanza o la poca dignità di contenuti nonché una certa deresponsabilizzazione della categoria professionale dei docenti, intesi come educatori.
Un altro elemento che portato a questa situazione risiede nella richiesta fatta ai presidi di diventare dei manager delle proprie circoscrizioni didattiche, cioè di privilegiare un'immagine di gestori brillanti del buon funzionamento economico degli istituti che dirigono. Gli studenti sono diventati degli utenti, che vanno seguiti perché escano soddisfatti, insieme ai loro genitori, dalla loro esperienza scolastica e possano quindi indirizzare altri utenti allo stesso istituto.
Prima di parlare quindi di merito ho l'impressione che si debba parlare seriamente di cosa dovrebbe essere la scuola e di cosa è invece oggi.
Per me la scuola dovrebbe essere un luogo dove si matura la conoscenza necessaria per il nostro futuro di padri, madri, lavoratori, lavoratrici, cittadini, politici. Dovrebbe prima di tutto fornire un metodo, una serie di strumenti che ti permettano di avere una visione di te stesso, del mondo che ti circonda e dei tuoi progetti di vita. Dovrebbe cercare di capire quali sono le attitudini dei ragazzi ed aiutarli a svilupparle, fornendoli di strumenti. Per avere però un minimo di successo nei confronti di soggetti che si affacciano al mondo e alla società con pochi strumenti ed un identità ancora in formazione, la scuola deve dare un quadro di riferimento di ciò che è bene e ciò che è male, cioè deve proporre e affermare un piano etico. Se non fornisci loro un dovere morale, se non accendi in loro il desiderio di conoscenza, se non fai loro capire che vale la pena di faticare sui libri, perché saranno parte di loro stessi e costituiranno le basi della loro personalità, sarà tutto inutile. La scuola qualcosa di simile a me l'ha dato.
Ogni costruzione morale, ogni convivenza civile porta con se comportamenti virtuosi e comportamenti non virtuosi, per i quali si vedono riconosciute le proprie capacità e il proprio impegno.
Sembra a questo punto che siamo ritornati al significato della parola merito.
Vediamo di andare oltre, di capire cioè quali possono essere gli obiettivi che una società civile si dà e cerca di ottenere dalla scuola, vista quest'ultima come luogo di formazione dei soggetti che partecipano al contratto sociale. La scuola deve analizzare e capire le diverse origini di questi soggetti, le maggiori o minori opportunità di acquisire strumenti che costoro hanno avuto dal loro contesto familiare e socio-economico e presuppore una base di partenza comune e un'attenzione didattica paritaria. Ma questo cosa significa, appiattire tutti verso un mediocre comun denominatore o cogliere gli interessi e le capacità di ciascun singolo, valorizzarle e portarle ad una sempre maggiore espressività, che sarà necessariamente improntata alla diversità tra questi soggetti ?




I nostri geniali predecessori che portarono a compimento la Rivoluzione francese non a caso misero insieme tre parole: libertà, uguaglianza e fraternità. Ricordiamoci che le società che hanno provato nella storia a costruire individui uguali ma non liberi hanno fallito, quelle che hanno imposto unicamente come principio di convivenza la libertà dimenticando l'uguaglianza hanno fallito. Parlo di fallimenti etici, filosofici, rispetto ai principi delle nostre democrazie: alcune delle maggiori potenze mondiali moderne si basano proprio sull'aver privilegiato la libertà o l'eguaglianza..
E se interpretassimo l'ultimo di questi valori, la fraternità, come un principio etico, un dovere morale ? Appunto come prosegue l'Enciclopedia Treccani alla voce merito: "(e sempre sulla base di un principio etico universale che, mentre sostiene la libertà del volere, afferma la doverosità dell’agire morale): averenon avere meritiacquistare merito e acquistare meritiriconoscere, o al contr. misconoscerediminuirenegare il m., l’effettivo mdi una personaonore al m.!, frase di riconoscimento ufficiale; premioelogiofama superiore al m.; dare o rendere ma uno di una cosa, riconoscere apertamente il merito che ha; se l’impresa è riuscitatutto il mè suos’è preso per sé tutti gli onorisenza nessun suo m.; in tutto questoio non ho né colpa né meritofarsi merito di qualche cosa, vantarsene (per lo più senza averne effettivo diritto) ....."

15 ottobre 2022

Un tranquillo weekend di paura in Val Fex, all'insegna dell'equino

Estate 1997, se ben ricordo. Vivo negli agi engadinesi, coccolato da suoceri, cognate e amici. Dato che una nipotina è appassionata di equitazione e frequenta assiduamente un maneggio dei dintorni, a qualcuno passa per la testa di organizzare un weekend a cavallo in Val Fex, partenza dal maneggio nella pianura di Samaden e ritorno alla stessa località, dopo due giorni di natura e galoppate, o almeno così era nel progetto. Ma vediamo in realtà com'è andata.
Arriviamo in auto al maneggio, rito di assegnazione dell'animale, spazzolamento forzoso dello stesso, sistemazione di finimenti e sella. Chi dirige le operazioni è l'insegnante della nipotina, manco a dirlo una donna tedesca trasferitasi appositamente in Svizzera per cavalcare libera tra boschi e passi alpini. Ci odiamo sin dal primo sguardo, dalla prima parola. Mi accorgo subito che per lei il cavallo non è come per me un mezzo di locomozione al pari di una bicicletta o di un paio di pattini, ma una scelta di vita. C'è chi entra in un partito politico, chi prende i voti ed entra nel noviziato, c'è chi diventa vegano e c'è chi sceglie Il Cavallo. Ho sempre detestato chi trasforma in ideologia o religione una cosa così semplice come andare a cavallo. Ho trovato soggetti simili anche tra i velisti, che trasformano il mondo in una setta di adepti con un  loro linguaggio e un loro approccio speciale alla vita, rovinando ai semplici ominidi come il sottoscritto un'attività che di per se sarebbe anche piacevole e divertente.
Naturalmente la tizia mi individua subito, mi riconosce dall'odore e mi fa subito oggetto di tutta una serie di comandamenti: ognuno è responsabile e monade con il proprio ronzino, tutti devono seguire la gerarca in fila indiana senza affiancare i cavalli, non si esce dal sentiero per nessuna ragione. Dopo una lunga serie di umiliazioni, come spazzolare le palle del ruminante e ripulire la cacca secca dall'interno degli zoccoli, partiamo. Sono l'unico uomo, in testa la prussian equina, dietro la nipotina con una sua amichetta, quindi cognata, moglie e il sottoscritto, a chiudere la fila. Per fortuna la giornata è bellissima e l'attività fantastica. Prima la pianura di Samaden, poi il bosco di pini e larici per arrivare al Laj da Staz, quindi il lago di St. Moritz, Bad, tutta la riva destra dei laghi e del fiume Inn, che sono un'unica cosa, toccando Selvapiana e Sils. Un incanto che mi fa dimenticare in che intreccio mi sono cacciato.
Da Sils si sale verso la Val Fex, un paradiso montano inaccessibile ai più, con una diecina di baite trasformate in residenze di lusso composto e discreto per miliardari, musicisti e scrittori amanti della natura comoda e sostenibile, nel senso che sono gli unici che la possono raggiungere in auto, in quanto residenti.
Mentre procediamo con un misto di passo, trotto e galoppo, sapientemente guidati dall'amazzone, che pensa di essere alla Scuola spagnola di Vienna, mi rendo conto che il costume da bagno con retina sintetica, che porto sotto i pantaloni non risulta essere esattamente il capo di abbigliamento più adatto al cimento. Lo sfregamento con la sella mi sta infatti producendo un'abrasione che inizia a crearmi qualche problema. Non so per quale romantica illusione ho pensato che lungo il percorso potevamo fermarci sul bordo di un laghetto o di un torrente per rinfrescarci e non volevo farmi trovare impreparato. Naturalmente la centaura non ci permette alcuna sosta nè per bere nè per mangiare, figuriamo ci per rinfrescarci. Evito quindi di chiedere una sosta per cambiarmi l'indumento intimo.


Arriviamo finalmente al centro della Val Fex che inizia ad imbrunire, i miei testicoli sono estremamente irritati dalla retina sintetica e immagino che forse una volta sceso di sella potrei chiedere al mio cavallo di spazzolarmeli, come ho fatto io con lui prima di partire. Il luogo è bellissimo, la valle si chiude in alto, raggiungendo le vette che sono ancora leggermente illuminate dagli ultimi raggi di sole. La vegetazione, cioè gli ultimi sparuti larici, hanno lasciato il posto a cespugli bassi, tipo ginepro, e a prati e pietraie, forse un po' troppo cupe. Entriamo nella stalla dell'allevatore locale, che definirei eroico, e iniziamo il rito di levare finimenti, sella e coperta dalla bestia, che nel frattempo fuma, cioè emette un notevole vapore dalla pellaccia ruvida e pelosa, lo spazzoliamo amorevolmente e con la massima cura, palle comprese, lo asciughiamo e gli puliamo gli zoccoli. La capo branco d'oltralpe gode e spera inconsciamente che sveli a tutti le mie piaghe inguinali, ma io stoico inizio a concepire la mia vendetta.
So infatti dalla nipotina, che mi sono dimenticato di dire, insieme all'amichetta, mi ha surclassato in tutte le tecniche di equitazione durante la giornata, che il programma prevede di dormire nella stalla, con tanto di sacco a pelo, sulla paglia, ognuno accanto al suo equino. Molto bello e molto coinvolgente.
So però che accanto alla stalla c'è un vecchio albergo, costruito dai primi turisti inglesi in perfetto mountain gothic style, interamente in legno. Il suddetto albergo possiede anche un ottimo ristorante per la cena e produce torte ai mirtilli e ai lamponi locali per colazione, e naturalmente accettano ogni tipo di carta..
E' con grance piacere che dichiaro alle mie compagne di avventura: "Io non dormo nella stalla, preferisco andare in albergo". L'epigona di Wagner quasi crolla a terra e si oppone fieramente alla mia decisione, dicendo che il programma non prevede una scelta diversa da quella del sacco a pelo sulla paglia. Io la guardo trionfante e le dico che non me ne frega un baffo del suo programma e che l'albergo me lo pago per conto mio ed esco temporaneamente dal suo programma spartano di formazione di future walkirie.
Moglie e cognata, inaspettatamente, provate dalla giornata, si dichiarano concordi con la mia scelta. E' fatta, ne esco vincitore. I tre adulti non equino dipendenti vanno in albergo, l'istitutrice a cavallo e le due fanciulle dormiranno nella stalla.
Mi godo cena, letto e colazione con tanto di torta alle prugne con un nome impronunciabile. Noto però sul volto dell'aguzzina una certa volontà di vendetta che mi lascia con qualche timore. Per tutta la discesa verso Sils la soldatessa del Königlich Preußische Armee tenta di uccidermi lanciando l'intero gruppo al galoppo lungo le sponde scoscese del torrente e lungo le pietraie che scendono a valle. Io sono chiaramente l'anello debole della catena equestre e lei spera che mi spezzi. Fortunatamente non ho più il costume da bagno con la retina sintetica e posso agganciarmi saldamente alla sella, giungendo sano e salvo ai tranquilli pascoli sul Lago di St. Moritz.
La strada è però ancora lunga prima di arrivare al maneggio di Samaden e io sono stremato e soprattutto non mi diverto più.
So però che in un pratone adiacente al Grand Hotel a Bad si sta svolgendo il Campionato del Mondo di polo. Si, esiste veramente questo sport, non è solo un invenzione cinematografica dei film di spionaggio, e veramente le coppie scendono dalle tribune per ricomporre le zolle del terreno con un bicchiere di champagne in una mano e una fragola nell'altro.




So anche che il padre dell'amichetta della nipotina, direttore di un grande albergo del capoluogo, ha allestito un chiosco modello liberty, con tanto di veli bianchi di lino al vento, dove appunto vende bicchieri di champagne, fragole ed altre delicatesse. Convinco facilmente il gruppo ad una deviazione e maturo una mia ulteriore vendetta nei confronti della sergente di ferro.
Siamo accolti come degli eroi di ritorno dalla campagna di Russia e rifocillati come tali, ma con champagne, vini d'Alsace, tartine ai gamberetti, al salmone o al tartufo. Diciamo che mi lascio un po' andare a questa versione da Grande Gatsby di me stesso e bevo e mangio come un lavandino. La Rottermeier equestre freme dal desiderio di risalire a cavallo e riprendere il ritorno alla stalla natia. Io la guardo, anzi la fisso in volto, e nello stesso tempo mi rivolgo alla nipotina, dicendole: "Cara, il vecchio zio ha mangiato e bevuto un po' troppo, che ne dici di riportare al maneggio anche il mio cavallo ?" Lei si dichiara subito entusiasta, mentre la giannizzera si oppone duramente, arrivando a dire che è pericoloso condurre due cavalli. La nipotina afferma naturalmente che per lei non c'è alcun problema e che lo può fare facilmente. Ho visto la walkiria emettere lo stesso vapore della pelle dei suoi amati ronzini e volevo gridarle per raccomandarmi di pulire gli zoccoli del cavallo al loro arrivo al maneggio, ma era già partita in un galoppo furioso.
Io sono stato riportato a casa dal padre-albergatore-generoso anfitrione e amico con il suo fuori strada. Ci siamo abbracciati davanti alla porta, dichiarandoci tutta la nostra stima ed affetto, un po' ebbri ma felici.


Taschenbunker



06 ottobre 2022

Prossimamente su questi schermi ...


L'imbecillità popolare sarà prossimamente narrata, e in particolar modo la sua declinazione italica, fra le più gravi esistenti.
Si parte con due casi:
1) i despoti di Wikipedia
2) ometti e donnette padroni del mondo in gruppi Facebook

A presto! 

02 ottobre 2022

Ma vuoi vedere che faranno bene !

Ci sono tutta una serie di fattori che mi portano a pensare che forse questo Governo farà bene.
Ve li elenco brevemente:
La situazione internazionale non può essere peggiore dell'attuale, emergenza climatica, pandemia, guerra e crisi energetica-economica.
Per la prima volta dal dopo guerra un partito post fascista vince le elezioni, è il primo partito votato dagli italiani e candida la sua segretaria a guidare un Governo.
Dai tempi d'oro del predominio democristiano non ci assisteva all'affermazione di una maggioranza politica in modo così chiaro e pronunciato.
Veniamo da un periodo in cui la politica ha dato di sé un'immagine desolante di incompetenza e inappropriatezza, con alcune formazioni che addirittura hanno teorizzato la mancanza di una competenza specifica dell'homo politicus.
Siamo ormai fortunatamente a parlare di Paesi che hanno un ambito limitato di decisione, visti gli accordi presi con gli altri membri della Comunità Europea, e visto l'ammontare degli aiuti che ci stanno arrivando con il PNRR..

Chi si assumerà quindi l'onere e l'onore di governare questo Paese, farà molta attenzione prima di prendere decisioni sconsiderate, perché le conseguenze sarebbero catastrofiche sia in un contesto politico interno che internazionale. Inizieranno sicuramente ripercorrendo le orme del Governo Draghi. Garantiranno i diritti democratici, un mercato fondato sul liberismo economico, la fedeltà all'Alleanza atlantica, ricorrendo a figure tecniche, riconosciute a livello internazionale. Placheranno le loro istanze populistiche, e quelle di chi li ha votati, con provvedimenti di aiuto sacrosanti alle famiglie e alle imprese nel campo dei costi dell'energia,







01 ottobre 2022

Quali saranno i tecnici di destra ?

Mentre il centro sinistra si lecca le ferite della batosta elettorale, il centro destra lavora alacremente alla formazione del nuovo Governo, e purtroppo la situazione è sempre la stessa. Da più di trent'anni non ci sono più politici di rilievo, la Politica ha da tempo abdicato al proprio ruolo e ricorre soprattutto all'Economia, quando ha necessità di lavorare seriamente. L'unica scuola rimasta di dirigenti nazionali con il senso dello Stato è la Banca d'Italia, altro non c'è. I partiti producono a stento i dirigenti per governare le proprie crisi.
Ancora non abbiamo nomi precisi, ma a chi delegherà il centro destra la responsabilità di prendere decisioni e responsabilità in un momento grave come questo, e di rappresentare in maniera credibile l'Italia nel consesso internazionale ?


Vespa terragnola