24 marzo 2021

La seduzione nella pubblicità - spot eccelsi

Uno che come me apprezza la musica dodecafonica, disprezza le masse popolari e non si fa mancare nulla quanto ad elitario e snob potrebbe un po' stupire di dare alle stampe (anzi ai bit e byte) apprezzamenti di spot pubblicitari. Eppure, lo devo ammettere, alcuni sono veramente memorabili. Tutti e tre quelli di cui tratto qui sotto ruotano intorno ad un classico fulcro del mondo reale, la seduzione.
fa bene ...

Cominciamo con il classico "Buonaseraaaaaaa", anni 80 forse. Una bella signora mora dalla chioma un po' selvaggia risponde al telefono, dall'altra parte del filo palesemente il marito annuncia per l'ennesima volta che ha una cena di lavoro (chissà se è vero ...) e quindi "rientrerà tardi". 
Da un appartamento adiacente ascolta la turbolenta conversazione fra coniugi un uomo presumibilmente single (con i guanti gialli sta lavando i piatti ... ) dall'aria un po' da benpensante ma non del tutto disinteressato alla vicina. La telefonata si conclude con gli occhi fiammeggianti di lei, che riattacca con "ma io vado col primo che incontro!" Apre la porta per uscire nella notte e sul pianerottolo, ecco il vicino a cui si presenta l'insperata occasione su un piatto d'argento.
Come andrà a finire?

Dall' America invece uno spot senza dialoghi, solo immagini in movimento, sguardi, ammiccamenti e una colonna sonora jazzistica che sottolinea alla perfezione il contesto di sfacciata seduzione.
te la do?

Nella hall di un hotel entra una seducente esponente della casta manageriale, con un abito grigio di maglia che ne sottolinea le forme, senza peraltro scoprire quasi nulla. Alle sue spalle un maschio adulto sicuro dei propri mezzi la passa ai raggi X, mentre lei si mette gli occhiali e apre un'agenda fitta di impegni. Lo scambio di sguardi arroventa l'aria, lui le passa accanto lasciando cadere sul tavolino la chiave della sua camera, la 808. Pochi attimi e anche lei si alza, avviandosi verso l'ascensore. Ad un bancone sta leggendo il giornale un panzone distratto, che si vede depositare davanti la chiave incriminata. Scruta un po' stupito l'inaspettata preda mentre lei si allontana flessuosa. L'ascensore accoglie con grandi promesse i due rappresentati del genere maschile.

Last but not least, gli effetti seduttori della pasta, in una cena tête-à-tête fra un uomo e una donna, non in età giovanile, non particolarmente belli ma dai sorrisi e l'aura piacevole.

Anche qui la colonna sonora sottolinea l'atmosfera carica ma non scontata di una cena in cui il ruolo del cuoco sembra voler avviare atmosfere senza rischiare troppo. Un lui e una lei della porta accanto, del caffè al bar, del mercato della frutta o dello sportello bancario. Forse divorziati o separati, probabilmente con pezzi di vita alle spalle. 
Ma è la signora che fa la prima mossa, "perchè ci hai messo tanto ad invitarmi a cena?" E lui, quasi scusandosi "pensavo che non avresti mai accettato" Pausa ad effetto, il padrone di casa si fa coraggio e sussurra "non ho cucinato il secondo ..."
Il resto ve lo dovete gustare cliccando sul filmato.




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Nel caso che i filmati incorporati nell'articolo scompaiano o vi facciano dannare ecco i link

Buonaseraaaaa
https://www.youtube.com/watch?v=-Qg8IewQrv8
https://www.youtube.com/watch?v=Xoaiv2pjg6E

My hotel Key
https://www.youtube.com/watch?v=sBqxZAf3_FE

Pasta Garofalo
https://www.youtube.com/watch?v=ECyvxaRINFE

15 marzo 2021

Pandemia e turbe psichiche

La pandemia ha portato allo scoperto turbe psichiche di massa, già presenti, forse amplificandole.
Molto spesso quelli che sono in preda alle paranoie sui vaccini (l'ultima della serie) sono anche affetti da altre fissazioni, manìe, sbraitamenti, complessi di persecuzione, dalle più strampalate alle piccolezze del quotidiano. Quasi sempre sono gli stessi, che ci deliziano anche imperversando su Feisbucc o altrove, con spirito missionario. Anche quando le psicosi di questo o quel personaggio sono monotematiche (vedi sotto), il salto dall'una a l'altra è facile e diffuso.
Si va dal 5G alle invasioni di immigrati ("clandestini"), dalle scie chimiche alla buca in strada, i complotti giudaico-boscevico-massonico-plutocratici (mescolare a piacere), i Rettiliani, i paladini degli alberi sempre sani quando li tagliano, il Covid non esiste, gli Illuminati, Billgheits, lo scempio dei pali del tram, i brogli elettorali a danno di Trumpp, non trovo parcheggio sotto casa, l'ideologia gender dell'on. Pollon, non-ciello-diconoh, i microcipp sotto pelle ...
Ah, dimenticavo, la terra piatta, Medjugorje, i miracoli di Padre Pio, tornati in auge, senza esser mai caduti nell'oblìo. Altro?
Interessante anche che i portatori di turbe psichiche, paranoie e fissazioni non siano "nè di destra nè di sinistra" , per seguire un trend dei tempi. Anche se va detto, ad onor del vero, che spesso provengono dal lato mancino, non quello di Dante nel canto XXVI dell'Inferno. La loro frustrazione, l'incazzatura col mondo, spesso con le multinazionali, i potenti della terra, trova facile sbocco e forse li soddisfa, li placa, come ben sanno gli psichiatri. Ovviamente restando impotenti, e quindi il cerchio della paranoia prosegue e si riproduce. Un circolo vizioso arcinoto agli strizzacervelli. Ci tornerò, vale la pena di spendere qualche riga in più.

13 marzo 2021

Google e la conoscenza

La mia riflessione odierna si basa su due aspetti, uno di carattere generale su quelli che oggi sono i maggiori strumenti di conoscenza e uno particolare, su un'esperienza professionale recentemente vissuta. Averli messi insieme mi ha portato ad una conclusione sconcertante. Ma procediamo con ordine.

Google è da considerare senza ombra di dubbio uno strumento di conoscenza. Uno strumento che ha raggiunto una potenza che non ha precedenti nella storia dell'umanità. Forse qualcosa che gli si può avvicinare nella storia della filosfia e della scienza è stata la scoperta della dimensione di forme simboliche della parola e dei numeri, con le quali si può descrivere, quantificare e quindi governare la realtà che ci circonda. Questa scoperta dava ai filosofi e agli scienziati di allora una sorta di ruolo magico, proprio perché attraverso le parole e i numeri davano l'impressione di dominare il mondo che li circondava.



Oggi la magia è data da un motore di ricerca, che tutti possono avere facilmente a disposizione, con il quale si trova tutto, Google, appunto. Ha un'utilità enorme anche per i vecchi narratori analogici come me. Un tempo scrivevi, facevi una citazione e dovevi andare nella tua libreria o in biblioteca, per verificare l'esattezza di un nome, una data di nascita, un testo. Oggi digiti, già non si dice più scrivi, e già questo è un segno, insomma digiti il nome del filosofo e ti appaiono montagne di informazioni. Ti puoi addirittura permettere di digitare il nome in maniera scorretta, che il motore, ormai una vera e propria entità pensante, ti corregge e dice: "questi sono i risultati del nome corretto, ma, se proprio insisti nella tua ignoranza, ti posso dare anche i risultati per il signor nessuno che hai in testa". La maggior parte delle informazioni che raccogli sono banali, alcune addirittura false, ma molte sono vere e assai utili. E qui sento nell'orecchio la voce del vecchio e caro Karl Popper che mi ricorda: "oggi i mezzi di informazione ti scaricano addosso così tanti dati che lo strumento essenziale della conoscenza è il discernimento; devi imparare a tagliare e a cancellare ciò che è superfluo." Non andate a cercare su Google se questa citazione è corretta o no, perché non è testuale, parafrasavo. Il fatto è che comunque Google, oltre ad essere un motore di ricerca, è uno strumento di conoscenza, anzi oggi è lo strumento di conoscenza per eccellenza.

Arriviamo quindi all'esperienza professionale recentemente vissuta. Per promuovere il sito della mia attività lavorativa ho avuto a che fare con uno specialista SEO. Non sto a spiegarvi il significato dell'acronimo, perché lo sapete meglio di me o potete cercarlo su Google. Non sto a sottolineare il fatto che oggi gli acronimi sono tutti di denominazioni inglesi e non ci sono più nuovi partiti politici e sindacati italiani da abbreviare. Il consulente, che ci tengo a sottolineare essere brava persona e di notevole ingegno, mi chiede di aggiungere alle pagine del sito una descrizione  su come si vive a Firenze. 

Come prima cosa, avendo parecchie incombenze in questi ultimi tempi, mi oriento per una terza persona, che lo realizzi. E qui mi si apre un mondo. Esiste tutto un mercato di parole scritte, con i suoi listini prezzi e la sua borsa internazionale. Esistono siti specializzati e persone disposte a scrivere su tutto, anche su quello che non conoscono. Si parla infatti genericamente di contenuti. Google è questo che privilegia, quindi tutti a scrivere contenuti, senza la minima preoccupazione che questi siano validi. Non solo, essendo rivolti ad attirare l'attenzione del Moloch, devi sapere come vanno scritti. E qui si apre un altro mondo di siti e video su come scrivere testi che siano attraenti per il Leviatano. Tutto questo, oltre che un tantino spregiudicato, mi risulta assai dispendioso.  Nella mia ingenuità di analogico penso:" a me piace scrivere, quasi quasi lo faccio io, forse mi diverto anche".

Essendo la nostra proposta rivolta ad un pubblico straniero, desideroso di conoscere l'Italia e in alcuni casi esageratamente entusiasta del Bel Paese e della realativa qualità di vita, produco un testo assai critico sulla città di Firenze e pieno di premurosi avvertimenti sulle difficoltà che uno straniero può incontrare nei suoi tentativi di vivere temporaneamente o definitivamente nella nostra Bella Città. Il consulente mi chiede se voglio far venire le persone o se voglio fare in modo che fuggano dall'Italia. Riconosco la validità dell'appunto e produco un secondo testo, pieno di consigli su dove andare per trovare qualcosa di interessante e qualcosa che abbia conservato una sua identità culturale, artistica, storica, produttiva e gastronomica valida. Vivendo in una città devastata dal turismo di massa, la maggior parte di queste cose sono nascoste al grande pubblico e pochissimo conosciute. Fiero di aver soddisfatto la mia etica di narratore e nello stesso tempo la richiesta del consulente, gli invio il nuovo testo, ça va sans dire, tutto rigorosamente in Inglese. Lui mi cassa anche questo, e la motivazione ci introduce al secondo e fondamentale aspetto della nostra riflessione odierna. Qualcosa avevo già sospettato dalla visione dei video dei bancarellari di parole, lui mi spiega pazientemente e dettagliatamente che se voglio fare in modo che questo testo, su come si vive a Firenze, mi aiuti nell'indicizzazione del mio sito sul motore di ricerca principe, cioè sempre Google, devo scrivere intorno a qualcosa che è già molto famoso, altrimenti non mi trova nessuno. Per esempio, se voglio far conoscere il coraggioso ristoratore che ha aperto il localino decentrato, dove sperimenta le meraviglie della cucina stagionale, devo dedicare la maggior parte del mio testo al famoso venditore di schiacciatine all'olio di Borgo Unto, cfr. Corriere della Sera. Il succo è questo, se voglio essere visibile, devo affidarmi a chi lo è già.

Faccio due più due e arrivo alla mia riflessione. Lo strumento di conoscenza più potente che l'umanità abbia mai posseduto si basa sulla ripetizione di ciò che è già conosciuto. La fantasia, la curiosità intellettuale, l'esplorazione dell'incognito, cioè praticamente tutti gli elementi fondanti della conoscenza sembrano essere riposti in cantina. Non esiste che tu abbia un tuo progetto di studio, che ti sia creato una scaletta, che tu faccia tutti i tuoi sforzi per avere un minimo di originalità e che tu riesca a produrre qualcosa di nuovo. Cioè, esiste, lo puoi fare, ma sei condannato alla marginalità. Come si dice oggi: non avrai mai visibilità, non potrai apparire e non influenzerai nessuno. Tanto per fare un esempio, Kant ed Hegel, che scrivevano in maniera diciamo un po' complessa e non avevano proprio come primo obiettivo quello della visibilità, e forse nemmeno quello della onnicomprensibilità, oggi non li leggerebbe nessuno. Infatti non li legge quasi più nessuno, non sono degli influencer e non portano visibilità. Uno può anche dire, fatti loro, potevano scrivere gialli, se volevano avere successo. E anche questo è vero, però qualche domandina sul futuro della conoscenza me la farei.

Analogico


Amedeo, o come sbarazzarsene

Abbiamo il coraggio di ammetterlo! ci hanno stressato.

Tutti noi ci siamo chiesti cosa fosse mai la COSA che continuava a crescere nell'Amedeo di Jonesco. I nostri traumi infantili rimossi? le pulsioni più segrete che non osiamo mettere in atto e che a un certo punto arrivano a soffocarci? l'altrui presenza che ci opprime senza che riusciamo ad ammetterlo?

Credo di essere arrivata, ora che dovrei trovarmi nell'età della ragione – anche se in realtà non la si raggiunge mai; anzi facciamo più bischerate di prima, anche perché se non le facciamo ora quando mai? - alla conclusione che è l'unica che più ci penso e più corrisponde nella quotidiana realtà alla situazione della piece, che poi più chiara di così non potrebbe essere dal momento che il sottotitolo tradotto in italiano recita: come sbarazzarsene.

Quindi Signori lo proclamo formalmente: la COSA che tanto ci ha angustiato andando a ravanare nel nostro inconscio e non facendoci presagire nulla di buono purtroppo adesso è una tragicomica realtà: si tratta della DIFFERENZIATA.

Molti sindaci, duole ammetterlo soprattutto donne, che si erano eroicamente votati alla causa - e che soprattutto avevano impostato su di essa la loro campagna elettorale, tanto il resto andava già male -, hanno impiantato una sovrastruttura talmente golemica che la vita loro e dei concittadini è impostata e scandita dagli orari di ritiro, su appuntamento e non, e le menti sono ormai irrevocabilmente turbate da sensi di colpa (“finiranno con l'accorgersene che riempio i vuoti del latte con le gomme da masticare perché non ho ancora capito come smaltirle?”) oppure da vere e proprie paranoie del tipo: “posso mica continuare a bere birra al gabinetto del supermercato per smaltire le lattine sul posto?” “secondo me i vicini dalle decorazioni ecologiche del mio albero di Natale l'avranno ormai capito che sono un alcolista”.

Ma questa è ormai divenuta la nostra realtà nella quale viviamo tremebondi.

Tempo fa mi telefonò un'amica dal paese vicino per raccontarmi che un operatore ecologico aveva appena suonato il campanello della vicina per riprenderla, ed evidentemente anche svergognarla, con l'accusa di avere avvolto un assorbente nella carta igienica. Quindi l'ha invitata a svolgere il pacchetto – questa purtroppo è vera; telefonatemi pure e vi fornirò tutti i dettagli oltre ai nominativi dei testimoni – e a riporre correttamente l'assorbente nel secco e la carta nel contenitore suo.

Volendo essere pignoli c'era pur sempre la componente organica: mi sono poi chiesta se l'operazione avrebbe dovuto essere perfezionata previa strizzatura. Ma a quel punto si poneva l'ancor più drammatico problema: il residuato liquido costituiva una raccolta a parte come quella degli oli combusti oppure essendo di fatto umido andava in compostiera?

Stesso discorso a ben vedere per i preservativi. E vediamo così come la differenziata abbia un'influenza sulla gente che nemmeno secoli di oscurantismo cattolico.


Quando ho incontrato Rossano Ercolini l'ho amato a prima vista. Ci parlò per un'ora e mezzo della lotta allo spreco, dei benefici ambientali ed economici del riciclo, in una visione armonica e naturale per cui niente è inutile.

Studio medicina tradizionale cinese da una vita ed ho imparato che ogni frutto è un organismo completo in cui tutto è necessario e possiede una specifica funzione.

Per cui sempre, da una vita, non butto via niente.

Ovviamente soprattutto in cucina: le bucce delle verdure fanno tanto bene all'intestino, i semi sono antiossidanti etc.

Non parliamo poi dei vestiti: conservo ancora quelli di quando ero ragazzina, ed ovviamente anche il fisico, e ogni tanto mi piace stupire con una mise vintage che tutte m'invidiano.

Anche la mia cinquecento è invecchiata con me. Solo che a lei fanno tutti una gran festa e in centro a Firenze i turisti giapponesi mi si buttano sotto le ruote per fotografarla.

Accumulatrice compulsiva? Direi proprio di sì. Ma il bello è che mi ci trovo bene. Per fortuna sono anche una maniaca patologica del controllo, per cui riesco sempre ad avere a disposizione tutto il materiale che mi occorre al momento giusto, anche perché so sempre esattamente dove andarlo a recuperare.

Ultimamente mi ero messa, tanto per provare, con un consumista patologico: ho dovuto ammettere che le sue ragioni erano più ragionevoli delle mie.

Poi però alla fine lui ha scartato anche me, denunciando tutta la precarietà del suo impianto relazionale. Ma questa è un'altra storia.

Insomma questa nuova politica dell'immondizia se non ci toglie il sonno di certo ci provoca incubi. Quando l'energia è impedita si sognano situazioni di costrizione, si arrivano ad avere conseguenze somatiche come stipsi e coliche d'aria.

La soluzione? Rilassiamoci e stiamo sereni: tutto andrà da sé.

Nel senso che tutto si smaltirà da solo? No, certo. Ma magari prima avremo messo un po' d'armonia nella nostra vita e si sarà trovato l'ordine giusto per ogni cosa.

Però prima questo esercizio lo dovrebbero fare magari i sindaci, per esempio distraendosi con l'occuparsi di cose più serie.

La sorella di Andrea analogico

07 marzo 2021

E così è ancora più buio

Di solito si arriva a dare le dimissioni per fare chiarezza. Uno pensa, il ruolo che ho non mi permette di dire sino in fondo quello che penso e, dato che gli altri si approfittano della mia scarsa chiarezza, perchè pensano che sia attaccato alla poltrona, vi frego e mi dimetto. Così si pensava delle dimissioni di Zingaretti da segretario del PD. E invece, lui che fa ? Si dimette e poi farfuglia dichiarazioni tipo: mi vergogno di appartenere a questo PD, tutti pensano solo alle poltrone. Chiarissimo.
Forse era meglio se ci spiegava qualcosa su quello che accade all'interno di quella struttura-partito. Io non ho capito esattamente quali siano i veri termini della discussione, se c'è. Se voi l'avete capiuto, spiegatemelo. Spiegatemi anche per favore perchè "per favorire la discussione" il segretario del PD si debba dimettere.
Il pericolo è che, se trovo qualcuno che mi spiega quali sono i termini del contendere, debba constatare la pochezza di quella discussione.
La Vespa terragnola possiede da qualche parte un foglietto, che è anche una ricevuta dall'importo di qualche Euro, che dimostra che ha partecipato in qualche modo alla fondazione di questo partito. Dovremmo decidere se farci restituire i due o tre Euro o il Partito.

Vespa terragnola

01 marzo 2021

Eccomi qua!

Sono "il Demiurgo", appena arrivato qui come autore.
Non vi svelerò per quali oscuri meandri sono addivenuto a questo blog "a più mani".
Alcuni se ne accorgeranno, a loro spese ...