11 marzo 2023

Ragioniamo ancora di guerra

Riflettevo sul protrarsi della guerra in Ucraina e sulla mancanza di prospettive di pace, pensavo che a questo ci possono essere due esiti, anche se il primo non è fortunatamente praticabile: l'escalation nucleare o la cronicizzazione del conflitto. Se tutti conservano l'attuale posizione, non se ne esce. Sorge allora il dubbio se sia necessario da una parte dei due contendenti fare un passo indietro, cioè richiedere innanzitutto la pace, senza porre condizioni che possano risultare non trattabili dalla controparte.
Facciamo un esempio dalla nostra vita quotidiana. Prendiamo un episodio che può accadere a ciascuno di noi nel traffico cittadino. Vista la mala educazione dominante e la trasformazione che gli individuai subiscono una volta che si trovano al volante e al riparo di quattro lamiere più o meno di design, la probabilità di essere coinvolti in momenti di forte conflittualità va sempre aumentando. Mettiamo che un tipo si fermi sulla corsia dei viali nella quale state transitando, accenda le luci di emergenza e scenda dalla propria vettura per consegnare un qualche pacco, lasciandovi bloccato insieme con altre dieci auto i cui autisti inizino a smanettare sui loro clacson . Mettiamo che voi apriate il vetro del finestrino e chiediate se questo sembra all'autore un comportamento civile. Supponete quindi che il tipo torni sui suoi passi, non per spostare l'auto ma per minacciarvi fisicamente e apostrofandovi con parole volgari. A quel punto avete due possibilità: scendete dall'auto e lo affrontate, con il rischio di arrivare allo scontro fisico, o chiamate uno qualsiasi dei corpi di polizia ai quali civilmente deleghiamo l'uso della forza.
A livello globale purtroppo, anche se abitiamo questo mondo da secoli, non siamo riusciti a dotarci di un polizia o di un esercito che garantisca il rispetto delle regole di convivenza tra i vari Stati in cui è suddiviso politicamente questo pianeta. L'Ucraina non ha potuto chiamare nessuno, si è dovuta armare e inviare i propri cittadini a combattere chi cerca di ledere la sua integrità territoriale. Tutto questo non è accaduto in un giorno, a Febbraio dell'anno passato, è maturato in anni di scontri politici, strumentalizzazioni di differenze linguistiche e culturali locali, piccole o grandi annessioni di territorio. Quindi che altro poteva fare l'aggredito se non scendere di macchina ed affrontare il tipo ? Continuando con questa analogia però credo che molti di noi avrebbero cercato di contenere lo scontro ed avrebbero tenuto una posizione inizialmente difensiva. Avrebbero considerato il fatto di trovarsi davanti ad un energumeno privo di rispetto per gli altri e per le norme che regolano la nostra convivenza e avrebbero sentito su di sé la responsabilità di trovare una soluzione e di non favorire una degenerazione della disputa. Ma mettiamo che il cercopiteco fosse passato da subito all'aggressione fisica, schiaffeggiandovi. Difficile in questi casi seguire gli insegnamenti evangelici e porgere l'altra guancia, Avreste quindi ingaggiato una piccola guerra, forse anche a calci e pugni o rotolandovi a terra avvinghiati in uno scontro animale. Una parte del vostro cervello avrebbe comunque continuato a pensare che la cosa non avrebbe avuto una lunga durata, che qualcuno degli automobilisti presenti, che qualcuno avrebbe chiamato la polizia, insomma che in tempi brevi la lotta sarebbe cessata ed avreste avuto la possibilità di ritrovarvi davanti ad un'autorità che avrebbe riconosciuto le vostre ragioni e condannato l'aggressore.




Ucraina e Russia sono invece sempre lì, che si rotolano sull'asfalto e i soggetti presenti, tra cui anche l'Italia, hanno fatto un cerchio di automobilisti esagitati, che parteggiano un po' per voi e un po' per il violento, ma nessuno ha la volontà, la capacità e la possibilità di dividervi. Non esiste nemmeno una qualsiasi istituzione alla quale venga riconosciuto l'esercizio della giustizia attraverso la possibilità di ricorrere alla forza. Quindi è un anno che siete lì in una viale o in una piazza della vostra città ad accanirvi contro il vostro nemico.
Ad aggravare ancor più il quadro, per quello che riguarda lo scontro tra Ucraina e Russia, c'è anche il contesto internazionale e gli equilibri politici mondiali, cosa che invece non avrebbe alcun ruolo nel vostro accapigliamento stradale. Cina e Russia hanno tra i loro dichiarati obiettivi politici quelli di espandere la propria sfera di influenza, di cercare attivamente di conquistare più spazio possibile nel garantire ai propri paesi l'accaparramento delle fonti alimentari ed energetiche di questo pianeta. In tutto questo vengono introdotti elementi ideologici ed addirittura religiosi, in uno scontro tra Occidente ed Oriente, tra sistemi sociali democratici e autocrazie che si sono assicurate il consenso di massa. Italia ed Europa sono già coinvolte in questo scontro fornendo sostegno politico e assistenza militare ad uno dei due contendenti, fanno parte attiva della cerchia di automobilisti che circonda i due contendenti che si rotolano sull'asfalto. 




Nonostante tutto questo, qualcosa in più e di altro dovremmo fare, anzi gli ucraini qualcosa dovrebbero fare, perché sono gli unici che lo possono fare. Fermare i combattimenti ed accettare per il momento lo stato dei lavori, cioè della guerra, al momento attuale. L'imperatore Putin questo non lo può fare e non sembra che esistano forze in Russia che lo possano sostituire e presentarsi al mondo con politiche diverse.
Fermiamoci quindi e sottostiamo alla violenza dell'aggressore, cercando con gli anni, la diplomazia, il potere della politica e del commercio di permettere agli ucraini di riappropriarsi delle terre e delle popolazioni perdute. Siamo gli unici che hanno un bagliore di ragionevolezza e possiamo farlo, loro, le autocrazie non lo faranno.
Certo non è facile dare ragione al cercopiteco violento, ma è l'unico modo per smettere di rotolarsi avvinghiati sull'asfalto ed è l'unico modo perché questa guerra non diventi endemica e ci possa forse portare ad un mondo in cui ipotesi di scontro nucleare diventino possibili e praticabili.