22 agosto 2021

Ma che accordo c'era a Kabul ?

Quando vedo la faccia di Biden, che si giustifica per l'ennesimo abbandono di un luogo dove volevano esportare la democrazia e dove regnava in realtà la pax armata americana, mi viene in mente la faccia di mio nonno Tommaso davanti all'alluvione del '66. Esterefatta.
Dato che gli americani non possono aver deciso di andarsene senza aver stipulato un minimo di accordo con i talebani, noi miseri mortali ci domandiamo, cos'è che non ha funzionato ? Chi è che non ha rispettato i patti ? Da un anno gli Stati Uniti preannunciavano il ritiro dall'Afghanistan. C'era tutto il tempo per programmare un accordo tra le forze politiche afgane, che producesse anche un piccolo governo di transizione. Ci hanno provato ed hanno fallito o non ci hanno nemmeno provato ?
C'è da dire che tutti si aspettavano una resistenza degna di tal nome dalle truppe governative afgane, per le quali si sono spesi milioni di dollari e anni di addestramento, quest'ultimo anche da parte di personale militare italiano. La cosiddetta intelligence americana si è premurata, tre giorni prima della caduta di Kabul, di dirci che probabilmente il paese sarebbe caduto nelle mani dei talebani in circa tre mesi e che quindi, c'era tempo per organizzare un'evacuazione delle ambasciate e del personale locale compromesso. Si poteva ancora bussare alla porta di Karzai, perché si rivestisse di nuovo da Gran Visir e cercasse di fare un governo che tenesse a bada quelle giovani barbette dei talebani.
Propongo quindi due cose: 1. d'ora in poi invece di intelligence la chiamerei lunacy. 2. la prossima volta, nel prossimo paese, invece di truppe specializzate con armi sofisticate, che poi restano in mano ai cattivi, portiamoci la forestale, così gli lasciamo solo qualche pennato e qualche ascia di poco interesse.


Pennato - Falx arboraria
In hoc signo vinces


Vespa terragnola