27 marzo 2022

Riflettendo sulla guerra

Ho letto diversi articoli di politica estera seria sulla guerra in Ucraina e sarebbe interessante anche scendere nel merito e provare a fare un'analisi di quello che sta accadendo.
Quello che vorrei fare adesso però è di mettere nero su bianco una serie di impressioni che ho provato personalmente e che persone vicine mi hanno detto di aver provato.
Facciamo proprio una lista di cosa c'è venuto in mente, senza per ora lavorare a mettere insieme questi pensieri:
1. Sembra ipocrita, ma una guerra alle porte di Europa fa una certa impressione. Avevamo avuto un anticipo con l'esplosione dei particolarismi religiosi, etnici, linguistici della penisola balcanica ed avevamo visto partire dalla Romagna i jet che andavano a bombardare la Serbia, però non pensavamo che sarebbe potuta iniziare una guerra  convenzionale di invasione come la Russia sta facendo in Ucraina. Una cosa così, da Risiko, non pensavamo proprio di vederla in un mondo ormai stabilizzato dalla pace nucleare.
2. Putin viene dai servizi segreti ed è riuscito ad impossessarsi dell'apparato statale sovietico, cioè del potere politico, mentre altri si dedicavamo al gas, al petrolio, all'alimentare, al nichel, cioè al potere economico, nel momento in cui le repubbliche socialiste sovietiche si sbriciolavano. Lo ritenevamo quindi capace di ragionare come un militare e di pensare ad una ricostruzione forzosa di una grande Russia. Ma non lo vedevamo come uno Zar con mire espansionistiche, per allargare e rafforzare i confini dell'Impero.
3. Non è un ritorno all'Europa della prima metà del XX secolo, quando la carta geografica del vecchio continente si trovò a subire parecchie variazioni, nemmeno così tanto lontane nel tempo come ci potrebbe sembrare, essendo nati nella seconda metà di quel secolo. Si tratta della nascita di un nuovo equilibrio politico, in cui esistono tre imperi, che si trovano a lottare per accaparrarsi le risorse di questo pianeta.




4. Noi non ce ne siamo accorti, essendo chiusi nel nostro circolino di benessere comunitario, ma le mire espansionistiche dei due imperi autocratici, Cina e Russia, sono in movimento da decenni, mentre quello dell'impero democratico, gli Stati Uniti, è in forte ridimensionamento. Si combatte non solo con guerre convenzionali in paesi cosiddetti "periferici" o attraverso le nuove tecnologie elettroniche, ma soprattutto con investimenti economici in infrastrutture o con acquisti di grandi estensioni di terreni agricoli in Paesi politicamente ed economicamente deboli, per indirizzarne le future scelte di politica interna ed estera.
5, Noi europei comunitari abbiamo vissuto in una specie di bolla e ci siamo abituati ad una convivenza pacifica all'interno dei nostri territori. Siamo quindi impreparati come approccio mentale. Siamo quasi riusciti a convincerci che la guerra sia un qualcosa che non riguarda la natura umana, intesa come storia dell'uomo sino ad oggi, e che un atto di volontà collettiva possa fermarla, e siamo a discutere di questo, mentre gli altri procedono con le loro guerre di conquista convenzionali, commerciali, cibernetiche, ecc.
6. Siamo stupiti che le decisioni di pochi, Putin e il suo think tank politico e militare, possa condizionare e decidere della vita di tanti, donne, bambini e uomini ucraini. Restiamo sorpresi perché ci sembrano decisioni improvvise e non ne cogliamo le linee strategiche. Pensiamo che Putin non abbia dalla sua alcuna forza ideologica o religiosa, né il Socialismo né la Santa Russia, come collante delle sue mire espansionistiche. Il problema è che non ne ha bisogno e lo dimostra da anni, essendo uno dei due soggetti maggiormente attivi nella guerra tra chi cerca di assicurarsi le risorse energetiche mondiali.
7. Siamo stupiti, e anche un po' incazzati con il Governo che continua a comprare energia dalla Russia, pur fornendo armi ad una Paese in guerra con la stessa Russia, di ritrovarci così dipendenti dal gas russo. E non è l'unica cosa in cui siamo dipendenti, pensate al settore alimentare.
Non vorrei per adesso tirare troppo le fila di questi ragionamenti, vorrei ancora lasciarli decantare, ma ho la netta sensazione che ci siamo risvegliati all'improvviso in un mondo diverso da quello che pensavamo ci fosse riservato, che siamo fortemente impreparati a questi nuovi squilibri, che non ci aspetti un futuro dalle "magnifiche sorti e progressive", e che solo per noi sia solo l'inizio.

Andrea analogico

22 marzo 2022

tanto peggio ...

Ehi ometto, e tu donnetta, ci conosciamo vero? Sei il mio bersaglio preferito, godo malignamente dei tuoi mugugni e delle tue lamentele, da tempo. Non trovi parcheggio sotto casa, il/la consorte ti fa le corna, l'avvocato ti spenna. Il pizzicagnolo mette il pollice sulla bilancia mentre ti pesa il salame, ti hanno graffiato la macchina, la zingara vuole gli spiccioli, i figli si fanno i cazzi loro, e i muratori che ti rifanno il bagno anche. La vicina, quella con le poppe abbondanti, fa rumore quando tromba con l'amante e tu schiatti di invidia, e ti hanno anche invertito il senso unico in una delle strade che fai in macchina tutti i giorni! E poi il capo e i colleghi ti rendono difficile la vita, la tua, peraltro già meschinella.
E ' un gran bene ogni sconvolgimento del tuo miserabile tran tran, del vivacchiare nel tuo quotidiano o della ferma convinzione che il tuo è il solo mondo possibile, e anche il  migliore, se non fosse per non trovar posto alla  macchina sotto casa (e tutte le altre cosette che ti fanno incazzare). 
Eppure la mia soddisfazione per i tuoi lamenti quotidiani negli ultimi tempi non mi riempie di perfida gioia come prima.  Quel "tanto peggio, tanto meglio", che forse poteva essere educativo, o comunque benefico per il mondo, non dispiega la sua geometrica potenza
La prospettiva della Terza Guerra Mondiale mi angoscia. Lo so, a te fa più incazzare la bolletta del gas e il pieno al distributore. E' una disgrazia che non ti posso augurare quella delle testate nucleari sulla testa, se non altro perché sarebbe anche la mia, di testa, non solo tua piena di segatura. 

Mala tempora currunt!


04 marzo 2022

messaggio universale

Un messaggio quasi universale, utilizzabile in ogni frangente