29 gennaio 2023

da le Identità bugiarde ai tempi dei social di Giuseppe Sciortino sul Sole 24 ore

Poi è arrivata la modernità, Cha ha imposto, ad una umanità spesso recalcitrante un nuovo insieme di regole del gioco. Regole che anco5ra oggi gli esseri umani non hanno imparato a padroneggiare  a pieno. Alla base di tutto c'è l'idea che sia possibile diventare qualcosa di diverso da quello che si è. Anche se non chiaro cosa, anche se non si è sicuri che sia una buona idea.
A dirla così la modernità è una cosa molto bella (e lo è) però non esente da problemi. Se si può essere cose diverse, qual'è quella autentica ? Se abbiamo dentro di noi un nucleo più vero degli altri, dobbiamo seguirlo lo stesso ? I moderni sono, infatti una strana tribù ossessionata dalla paura sia di non avere una natura interna, sia che averne una implichi un limite alle proprie sperimentazioni...... se noi possiamo cambiare, come fanno gli altri a sapere chi siamo (e chi stiamo cercando di ventare) ? Visto che quello che noi pensiamo di noi stessi (e la possibilità di diventare qualcosa di diverso) dipende in larga misura da quello che gli altri pensano di noi, è inevitabile che i moderni siano costantemente preoccupati di segnalare agli altri chi sono e chi vorrebbero essere. Se vogliamo che gli altri ci percepiscano come pensiamo di meritare, se vogliamo essere "riconosciuti" dobbiamo preoccuparci delle apparenze. L'identità diventa un lavoro, e più autentici si vuole essere, più pervasivo deve essere lo sforzo riservato a presentarci agli altri nella veste giusta..... la straordinaria importanza acquisita dalla costruzione dei propri profili sui social network è solo un nuovo stadio di un processo ben più antico. Non sono i social network ad imporci di pensare costantemente a come far sapere a tutti qualunque cosa facciamo. Non sono i social network - come dimostrano generazioni di wannabe - a spingerci continuamente a cercare di apparire agli altri come vorremmo essere. Non son i social network a generare l'angoscia se feedback e cuoricini latitano. E' il nostro attaccamento ad una nozione di autenticità che ha sempre fatto acqua da tutte le parti.




Recensione a Il tuo profilo e te. L'identità dopo l'autenticità di Hans-Georg Moelier e Paul J. D'Ambrosio

21 gennaio 2023

Garbage, ovvero le Confessioni di Handry

Era da anni che riflettevo sulla possibilità di scrivere una memoria su tutte le nefandezze che ho subito all'interno della famiglia reale. Come certo saprete il primo o la prima nata hanno diritto alla successione, gli altri sono scarti, io addirittura spazzatura.
Fratello e sorella minori infatti hanno già assicurata una carriera rispettivamente come presidente della English Football Association e come presidentessa della British Red Cross. Con me la cosa è più complicata, perché tutti hanno il timore che possa utilizzare una qualsiasi carica pubblica per presentarmi come soggetto antagonista alla Corona. Visto che non avevo nessuna voglia di passare la vita a fare lo stalliere a Windsor e a travestirmi da Wellington tutte le volte che c'era un matrimonio in Famiglia, mi sono trovato prima di tutto una bella moglie straniera e poi sono andato a cercare un editore che pubblicasse le mie terribili esperienze.
Ho molto sofferto nella mia vita, sin da quando sono arrivato in questo mondo. Quella santa donna di mia madre ha pure molto sofferto per darmi alla luce. Ero 4 chili e 800 grammi e già di corporatura robusta e mi risuona ancora la sua descrizione come di un pargolo di gorilla, accompagnata dal leggero piegamento delle gambe e dal sollevamento delle braccia piegate, tipo pesista, che la santa donna utilizzava per meglio dare l'idea del piccolo Ercole che aveva partorito.




Sin dal primo momento ho percepito l'ostilità nei mie confronti della regale sorella, alla quale ancora nessuno aveva spiegato che anche se femmina, lei sarebbe stata la Regina, e che questa parità di genere esisteva nel Regno Unito da qualche secolo. Dovete per esempio sapere che sono nato biondo e che i capelli rossi sono frutto di una prolungata esposizione alla griglia di un antico forno, già utilizzato dalla Regina Vittoria per farsi il pane in casa, dentro il quale ero stato introdotto con la forza dalla primogenita.
Non voglio anticiparvi troppi capitoli di "Garbage", però vorrei rendervi partecipi della mia vergogna quando mi sono reso conto che mio padre si era lasciato solo momentaneamente affascinare dalla fiaba della bella borghese che sposava il Principe, ma in realtà era da sempre innamorato della perfida matrigna con la quale oggi convive. Provate a comprendere la sofferenza di un povero ragazzo che ha visto allontanare la propria madre da Corte e perdersi dietro a discutibili amanti.
Una madre adorata dalle masse, un simbolo di eleganza e intelligenza, che però mi aveva lasciato da solo, nelle mani della rigida nonna e di un padre un po' tontolone. A proposito, una cosa è dedicare la propria vita con dignità e fierezza alla conduzione del proprio paese, come ha fatto la nonna, e una cosa è dare l'idea di quello che ha rinunciato alla propria vita per restare quasi a vita il principe ereditario. Non so se avete notato la goffaggine e l'inadeguatezza che emana dalla figura di questo padre, anche quando è rivestito con sgargianti uniformi reali. Ne vedremo delle belle con questo Re, che ancora sembra quello che non arriverà mai ad esserlo e che tutti son contenti che non ci arriverà. Avete visto gli assistenti di Corte come gli stanno sempre dietro nelle cerimonia ufficiali, terrorizzati che ne possa combinare una delle sue ed uscire dalle regole del cerimoniale e non per irrequietezza, ma per goffaggine. Non vale una delle borsette della madre.




A proposito, ma che noia questo cerimoniale, che noia questi castelli tetri, i famosi cani della nonna che la cercano dappertutto. Mi ci voleva qualcuno o qualcosa per rompere la noia. Quel qualcuno l'ho trovato in una bella fanciulla del West e quel qualcosa sono le mie memorie. 
Comprate e leggete Garbage, aiutatemi con i diritti di autore a condurre la mia triste vita tra i lussi della California, per la quale il vitalizio reale non basta più.
Comprate e leggete questa spazzatura e la vita vi sembrerà meno dura.

Handry, Lucien, Michael, Robert Rottweiler Luxor