13 marzo 2021

Amedeo, o come sbarazzarsene

Abbiamo il coraggio di ammetterlo! ci hanno stressato.

Tutti noi ci siamo chiesti cosa fosse mai la COSA che continuava a crescere nell'Amedeo di Jonesco. I nostri traumi infantili rimossi? le pulsioni più segrete che non osiamo mettere in atto e che a un certo punto arrivano a soffocarci? l'altrui presenza che ci opprime senza che riusciamo ad ammetterlo?

Credo di essere arrivata, ora che dovrei trovarmi nell'età della ragione – anche se in realtà non la si raggiunge mai; anzi facciamo più bischerate di prima, anche perché se non le facciamo ora quando mai? - alla conclusione che è l'unica che più ci penso e più corrisponde nella quotidiana realtà alla situazione della piece, che poi più chiara di così non potrebbe essere dal momento che il sottotitolo tradotto in italiano recita: come sbarazzarsene.

Quindi Signori lo proclamo formalmente: la COSA che tanto ci ha angustiato andando a ravanare nel nostro inconscio e non facendoci presagire nulla di buono purtroppo adesso è una tragicomica realtà: si tratta della DIFFERENZIATA.

Molti sindaci, duole ammetterlo soprattutto donne, che si erano eroicamente votati alla causa - e che soprattutto avevano impostato su di essa la loro campagna elettorale, tanto il resto andava già male -, hanno impiantato una sovrastruttura talmente golemica che la vita loro e dei concittadini è impostata e scandita dagli orari di ritiro, su appuntamento e non, e le menti sono ormai irrevocabilmente turbate da sensi di colpa (“finiranno con l'accorgersene che riempio i vuoti del latte con le gomme da masticare perché non ho ancora capito come smaltirle?”) oppure da vere e proprie paranoie del tipo: “posso mica continuare a bere birra al gabinetto del supermercato per smaltire le lattine sul posto?” “secondo me i vicini dalle decorazioni ecologiche del mio albero di Natale l'avranno ormai capito che sono un alcolista”.

Ma questa è ormai divenuta la nostra realtà nella quale viviamo tremebondi.

Tempo fa mi telefonò un'amica dal paese vicino per raccontarmi che un operatore ecologico aveva appena suonato il campanello della vicina per riprenderla, ed evidentemente anche svergognarla, con l'accusa di avere avvolto un assorbente nella carta igienica. Quindi l'ha invitata a svolgere il pacchetto – questa purtroppo è vera; telefonatemi pure e vi fornirò tutti i dettagli oltre ai nominativi dei testimoni – e a riporre correttamente l'assorbente nel secco e la carta nel contenitore suo.

Volendo essere pignoli c'era pur sempre la componente organica: mi sono poi chiesta se l'operazione avrebbe dovuto essere perfezionata previa strizzatura. Ma a quel punto si poneva l'ancor più drammatico problema: il residuato liquido costituiva una raccolta a parte come quella degli oli combusti oppure essendo di fatto umido andava in compostiera?

Stesso discorso a ben vedere per i preservativi. E vediamo così come la differenziata abbia un'influenza sulla gente che nemmeno secoli di oscurantismo cattolico.


Quando ho incontrato Rossano Ercolini l'ho amato a prima vista. Ci parlò per un'ora e mezzo della lotta allo spreco, dei benefici ambientali ed economici del riciclo, in una visione armonica e naturale per cui niente è inutile.

Studio medicina tradizionale cinese da una vita ed ho imparato che ogni frutto è un organismo completo in cui tutto è necessario e possiede una specifica funzione.

Per cui sempre, da una vita, non butto via niente.

Ovviamente soprattutto in cucina: le bucce delle verdure fanno tanto bene all'intestino, i semi sono antiossidanti etc.

Non parliamo poi dei vestiti: conservo ancora quelli di quando ero ragazzina, ed ovviamente anche il fisico, e ogni tanto mi piace stupire con una mise vintage che tutte m'invidiano.

Anche la mia cinquecento è invecchiata con me. Solo che a lei fanno tutti una gran festa e in centro a Firenze i turisti giapponesi mi si buttano sotto le ruote per fotografarla.

Accumulatrice compulsiva? Direi proprio di sì. Ma il bello è che mi ci trovo bene. Per fortuna sono anche una maniaca patologica del controllo, per cui riesco sempre ad avere a disposizione tutto il materiale che mi occorre al momento giusto, anche perché so sempre esattamente dove andarlo a recuperare.

Ultimamente mi ero messa, tanto per provare, con un consumista patologico: ho dovuto ammettere che le sue ragioni erano più ragionevoli delle mie.

Poi però alla fine lui ha scartato anche me, denunciando tutta la precarietà del suo impianto relazionale. Ma questa è un'altra storia.

Insomma questa nuova politica dell'immondizia se non ci toglie il sonno di certo ci provoca incubi. Quando l'energia è impedita si sognano situazioni di costrizione, si arrivano ad avere conseguenze somatiche come stipsi e coliche d'aria.

La soluzione? Rilassiamoci e stiamo sereni: tutto andrà da sé.

Nel senso che tutto si smaltirà da solo? No, certo. Ma magari prima avremo messo un po' d'armonia nella nostra vita e si sarà trovato l'ordine giusto per ogni cosa.

Però prima questo esercizio lo dovrebbero fare magari i sindaci, per esempio distraendosi con l'occuparsi di cose più serie.

La sorella di Andrea analogico

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