12 ottobre 2021

Limpide ambiguità - 5° episodio

Al Signalbahn

Quegli occhi neri. Non avrebbe mai pensato di rivederli così presto e soprattutto sbarrati nello stupore della morte. Era appena rientrato a casa quando aveva squillato il telefono. La voce affannata di Pometti aveva esclamato: "Buona sera commissario, mi dispiace disturbarla, ma sembra che ci sia un altro morto. Questa volta è attaccato ai cavi di acciaio della stazione di arrivo della funivia Signalbahn". Erano le otto di sera, ora strana per trovarsi in cima a quella montagna. Come gli occhi, anche il naso della signorina Steinkopf era stravolto. Al posto del filo finissimo di oro bianco aveva adesso una robusta corda di acciaio. Dopo aver girato intorno al suo collo immacolato terminava al gancio di lucido acciaio di un meccanismo che regola il movimento della funivia. La sua camicetta e la sua gonna bianca ondeggiavano sospese a circa un metro da terra, Il suo corpo aveva perso molto della sua naturale eleganza.

"Sembra che la signorina sapesse qualcosa di molto importante sulla morte di Casiraghi, ma riteneva di non dovermi raccontare niente. E adesso non lo racconterà più a nessuno". Era più che sicuro che la bella pubblicitaria fosse morta per la stessa ragione per cui Casiraghi era stato trovato a galleggiare nella piscina del Palace. Ma quale poteva essere il motivo ? Il manovratore della funivia con un'espressione di spaventi sul viso cinereo, grigio come la tuta da lavoro che indossava, spiegò a Kuhn come l'aveva trovata. "Come ogni sera l'impianto chiude alle 17:00. In questo periodo di bassa stagione, senza neve e con poso sole, ci sono pochi passeggeri Alle 17:30 iniziamo la verifica dei meccanismi e verso le 18:00 ho trovato il corpo di quella signorina. Per accedere alla zona dove si trova, c'è un solo corridoio, vietato all'accesso dei turisti e riservato agli addetti. E' come un angolo morto, ed è anche possibile che il corpo fosse li da ore e che nessuno l'abbia visto".

Kuhn pensò a tutte le coppie di anziani tedeschi, che erano quasi i soli turisti presenti a metà Settembre a St. Moritz, che erano passati conversando amabilmente vicino alla morta. Pronti per una leggera marcetta giù per i sentieri della Val Suvretta. Personaggi fuori moda nei loro pantaloni alla zuava e nelle loro camicie a scacchi verdi o marroni, i colori della montagna. Personaggi però simpatici, con antiquate piccozze e zainetti, contemporanei di Herman Hesse.

Che c'era andata a fare Marion Steinkopf su quella cima quel pomeriggio ? E soprattutto con chi ? Qualcuno l'avrà pure notata. Pregò il giornalista dell'Engadiner Post di fare un bell'articolo, con una foto centrale del corpo della ragazza ed un'immagine del suo volto, più piccola, di lato. Con un appello a chiunque avesse visto quella persona nei dintorni del Signalbahn., di recarsi agli uffici della Polizia Municipale. Il giornalista promise un lavoro ben fatto, ma aggiunse con un sorriso un po' troppo malizioso: In cambio lei commissario mi dovrebbe fornire maggiori sulla strana morte di un cliente dell'Hotel Palace, colto da malore nella piscina, per poi arrivare defunto all'ospedale di Samaden. Non pensa che sia un po' troppo presto per un ricco milanese andare a fare il bagno alle 6:30 del mattino ?" Sorrise di nuovo, sollevando gli zigomi e stringendo gli occhietti. "Vi farò sapere appena possibile". Rispose Kuhn, prendendo sottobraccio il dottor Meyer, arrivato nel frattempo. Uscirono dalla stazione  e si trovarono su di una terrazza dalla quale si godeva uno splendido panorama della valle. L'importante era restare girati su quel lato ed evitare di dare uno sguardo a quello che c'era dietro, anche se sui loro volti soffiava un vento gelido. La stazione del Signalbahn appariva infatti come un grande e vecchio televisore bucato, costruito con tonnellate di assi di legno e cemento Eretta in modo insolente sul colle più scoperto della valle, era impossibile non vederla, da qualsiasi punto ci si fermasse ad osservare il panorama. Dietro a questa oscenità qualche chilometro quadrato di deserto alpino, solcato da file di pali neri di ferro, percorso dai fantasmi degli impanti di risalita, fermi fuori dalla stagione sciistica. Anche adesso, alla luce della luna, a Kuhn tornava sempre in mente un paesaggio analogo: le vecchie strutture per l'escavazione e per l'estrazione del marmo sulle Alpi Apuane, abbandonate da anni.







Offrì una sigaretta al dottor Meyer e gli chiese notizie sull'autopsia del corpo di Casiraghi. L'anziano medico parlò con la sua voce calda: "E' morto per affogamento, intorno alle 5:30 del mattino, ma non c'è arrivato da solo alla piscina. Aveva una forte contusione sulla nuca, il che fa presumere che fosse stato colpito con un oggetto di legno, stordito e trascinato in piscina. Una volta gettatolo in acqua non ci sarà voluta molta forza a trattenerlo sotto per una decina di minuti. Tenuto conto che il giovane milanese pesava intorno ai 70 chili, tutta la faccenda può essere stata risolta anche da una persona sola". "La ringrazio per l'aiuto dottor Meyer, ci risentiamo domani per i risultati di questa nuova autopsia". Si salutarono un po' infreddoliti, entrambi dispiaciuti per la morte di una così bella donna.



Taschenbunker


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