Sul Domenicale del Sole 24 Ore dell'8. Ottobre è apparso un estratto dal libro di Alberto Manguel, Una storia della lettura. Nuova edizione ampliata ed aggiornata. Dopo aver descritto l'ottimistica fede nella triade ciceroniana: la memoria, la ragione e la prudenza, ne dichiara la preziosità anche al giorno d'oggi come qualità di redenzione e scrive: "Sfortunatamente la vista del mondo da questa decade del XXI secolo non è granché incoraggiante: la persistenza dell'avidità capitalistica, il disprezzo dei requisiti minimi per evitare un catastrofico cambiamenti climatico, l'incapacità - o il rifiuto - di gestire i trasferimenti involontari di massa, la reiterazione della schiavitù sotto nuovi nomi, il razzismo, il sessismo e l'omofobia radicati a fondo nella maggior parte dei nostri sistemi sociali, il ritorno trionfante del populismo di impronta fascista, lo sconcertante dilagare della stupidità di massa, della cultura antiscientifica e dell'ignoranza volontaria non fanno ben sperare per il nostro futuro, sempre che ne abbiamo ancora uno. Cassandra ha gettato la spugna ed è pronta al pensionamento, mentre Giovanni Battista ha lanciato le sue ultime grida nel deserto.
Cicerone inventò il termine di humanitas per spiegare la sua idea di ciò di ciò che sarebbe divenuto noto, secoli dopo, come educazione umanistica, un'educazione che avrebbe nutrito le menti curiose con le intelligenze del passato e consentito alle generazioni presenti di eguagliare e persino superare i loro maestri. Cicerone aveva in mente la formazione di cittadini capaci per la sua repubblica ideale. Due millenni dopo, anche tenendo conto dei valori e delle sfide di oggi, lo scopo dell'educazione dovrebbe essere ancora lo stesso: non addestrare i nostri giovani a diventare schiavi del sistema, ma insegnare loro ad usare l'immaginazione per affrontarlo. Nel 1963 James Baldwin, in un discorso agli insegnanti americani, dopo aver dichiarato "che stiamo vivendo tempi molto pericolosi", riassumeva così il problema di un'educazione autenticamente umanista: "il paradosso dell'educazione è proprio questo: che più si diviene consapevoli più si comincia a dubitare della società dalla quale si sta venendo educati".
Nessun commento:
Posta un commento
niente paura, scrivi!