31 ottobre 2021

Una scritta inaspettata

Percorrendo la strada che fiancheggia la ferrovia dal Cavalcavia dell'Affrico sino al Ponte del Pino, si incrocia una passerella pedonale, che attraversa la ferrovia provenendo dalla stazione di Campo di Marte. Sul fianco della passerella qualcuno, e con non poche difficoltà di realizzazione, ha apposto una scritta di notevoli dimensioni: Morte all'estetica. Devo dire che la frase mi ha colpito assai. Se c'è una cosa che infatti giace in fin di vita e non ha certo necessità di un impegno per essere definitivamente affossata è l'Estetica. In questo caso ci si lancia addirittura in un'esortazione mortale. Quanti popoli e quanti periodi storici nel nostro passato si sono lasciati guidare nei loro passi più importanti da questa disciplina. Il piacere di percepire il Bello e di porlo alla base del proprio agire in tutte le nostre produzioni. Da quando ci siamo dimenticati di questo aspetto fondamentale della nostra civiltà ? Che cosa è accaduto perchè il Bello non sia più al centro delle nostre azioni ?
Singoli cittadini all'interno della loro sfera privata o professionale o istituzioni pubbliche nel loro impegno di progettazione in ambito urbanistico si pongono ancora tra i loro obiettivi l'affermazione del Bello ?
Ma non è questo è il tema che voglio trattare, lo lascio ad Andrea analogico. Io sono The Boxer e scrivo sui conflitti di genere, quindi sono qui a rivendicare il piacere derivante dalla visione di un bell'esemplare dell'altro o del proprio genere.
Non siamo più autorizzati a riconoscere la bellezza nel corpo e nei movimenti delle donne (o degli uomini), che incrociamo per la strada, senza scatenare le reazioni perbeniste del politicamente corretto. Quando abbiamo la fortuna di incontrare il Bello per strada dobbiamo sentirci come i bimbetti che sono beccati con le dita nel vasetto di marmellata. Come i bimbetti vogliamo però sottolineare che il piacere derivante dalla marmellata non è minimamente scalfito dai tentativi di reprimerci e di farci sentire in colpa.




Rivendichiamo invece la grandezza del produrre veri e propri momenti di creazione letteraria, fantasie che ci portano alla contemplazione della bellezza in una sconosciuta o in uno sconosciuto che incrociamo sul marciapiede, di cui niente sappiamo e niente mai sapremo, se non che è stato una fonte di piacere per dieci sporadici secondi, in un mondo in cui il Bello è decisamente sottovalutato, scarsamente perseguito e difficilmente reperibile.


The Boxer


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