14 ottobre 2021

Rivoluzioni e punture

Vedo una manifestazione molto combattiva, striscioni, voci e cori, aspetto minaccioso per l'ordine costituito. Finalmente ci siamo? Dopo aver perso le speranze, decenni di strapotere delle multinazionali e dei ceti bottegai, di oppressione della classe operaia, le masse si rivoltano? Mi viene in mente un motto della rivoluzione francese: 
"vi sentite piccoli perché siete in ginocchio, alzatevi !"
Che stia succedendo? 
Cerco di capire cosa incendi gli animi, mettendo in pericolo il sistema. C'è sempre un fattore scatenante, la scintilla che incendia la prateria: nel 1789 furono le briosce di Maria Antonietta, nel 1917 le trincee e la fame, il tutto condito da ideali e speranze di un mondo migliore. Oggi forse il precariato e le sopraffazioni dei padroni? Le pensioni, la sanità che arranca? O addirittura i portuali manifestano a Trieste contro una delle tante guerre? 
Eh no, sfilano in corteo contro qualche punturina nella spalla e relativo foglietto in cui c'è scritto che ti sei vaccinato, che sei a rischio bassissimo di contagiare altri con il flagello che ci ha mandato il cielo per punirci di tanti peccati, il famigerato Coronavirus.
E si minacciano rivoluzioni per la punturina e il foglietto? E in tutti questi anni ve ne siete stati zitti e buoni di fronte al precariato selvaggio, ad ogni genere di vessazione, prepotenza, carognata? 
I dubbi che si insinuano nella mia mente perversa si stanno consolidando. 
No, non è "il popolo la forza motrice che crea la storia", come disse un tizio con gli occhi a mandorla. O forse solo quando si verificano bizzarre congiunzioni astrali, come le briosce e le trincee, o un gladiatore che si incazza. E quelle smuovono e guidano le masse, il proletariato, i dannati della terra, Spartaco e gli schiavi, a sollevarsi e innalzare vessilli di mondi migliori.
Invece tu ometto e donnetta, non aspiri ad altro che a continuare a vivacchiare la tua miserabile vita, basta che nessuno te la tocchi, preferisci perfino che ti spennino ogni giorno un po' di più, ma non troppo.
I tuoi motti sono ben lontani da libertè, egalitè, fraternitè, tutto il potere ai soviet, pace in terra agli uomini di buona volontà. I tuoi irrinunciabili capisaldi sono quelli dell'abitudine, anche la più merdosa, che è intoccabile, pare stia scritta nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Allora sai cosa? Ti meriti che il Capitale (quello con la "C" maiuscola) ti calpesti e ti stritoli, ti renda schiavo, alleandosi temporaneamente con i ceti bottegai, salvo poi schiacciarli appena gli torna comodo.
E se allora fosse lui, il Kapitale, la forza motrice di cui sognavo? Ci devo pensare. Al prossimo capitolo. Posso ancora cambiare idea, nel puntare sulle multinazionali (che non se ne accorgeranno), voi ometti e donnette intanto continuate a vivacchiare, ribellatevi ai foglietti e alle punturine. Non potete aspirare ad altro.

2 commenti:

  1. Che parole VERE , difficili da capire per molti, che generano odio per altri, che non ti fanno sentire solo per altri ancora..

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