04 giugno 2021

Mi sono vaccinato


Buongiorno a tutti. Mi sento molto più leggero e tranquillo. Sono infatti passato attraverso quel rito di massa che è la vaccinazione contro l'epidemia di Covid 19. Ho prenotato attraverso il sito della Regione ed ho trovato un posto per le ore 17:30 del 1. Giugno 2021 presso il Mandela Forum di Firenze.

Come credo tutti i vaccinandi, sono arrivato almeno mezzora prima dell'orario stabilito. In auto ho pensato che non sarà sicuramente l'unica volta che parteciperò a questo rito e che, a parte il momento del richiamo, chissà quante volte dovremo vaccinarci, prima di liberarci di questo virus.

Constato subito, sin dall'organizzazione esterna alla struttura, che siamo un paese civile e umano. Tutto è studiato per agevolare l'afflusso e per aiutare che si può trovare in difficoltà. Ci sono un certo numero di filtri e controlli, per verificare se hai la documentazione, se l'hai redatta correttamente, se hai con te il tesserino sanitario. Molti cadono sul numero del tesserino sanitario, che è lunghissimo, e   quindi la maggior parte preferisce inserire il codice fiscale al suo posto. Si capisce facilmente che tutto è messo in atto per facilitarti la vita e non per complicartela, e questa è già una grossa novità da parte di un'amministrazione pubblica italiana.

All'ingresso molti devono abbandonare i propri familiari o amici, che li hanno accompagnati. Si tratta soprattutto di maschi di una certa età, che entrano, e femmine un po' più giovani con o senza prole, che restano fuori, elargendo le ultime preoccupazioni o raccomandazioni, che in questo caso coincidono. E qui per la prima volta ho la sensazione che il rito prevede che tu resti solo di fronte all'avvenimento, e che la vaccinazione assuma un ruolo di purificazione dal peccato dell'epidemia, che si avvicina molto al ruolo salvifico dell'eucarestia.

Il personale che ti accompagna alla purificazione è molto giovane o piuttosto anziano. Soprattutto giovani ragazze ti indicano la strada da seguire, sino all'ingresso nell'arena sportiva. Il mega schermo centrale, sospeso in aria, che diffonde dati sulla diffusione del virus nel mondo, e non cartoni animati o commedie erotiche, come ti saresti aspettato, le tribune vuote, l'umanità presente tutta munita di mascherina, ti fa pensare ad un film dell'orrore americano. Queste pellicole di serie B in cui il malvagio, spesso tedesco o cinese, ha volutamente diffuso un virus mortale e tutta la popolazione di una povera cittadina dell'Oklahoma si ritrova isolata e sottoposta al controllo dell'esercito. Mi ricordo che in uno di questi arrivava l'eroe Dustin Hoffman in elicottero, per salvarci. Qui però inizia un gioco divertente, che ricorda il gioco di quando eravamo bambini, uno, due, tre, stella. Ci sono infatti parecchie sedie vuote o occupate, suddivise in varie file separate tra loro, che terminano tutte di fronte ad una box, dove si presume che si compirà la purificazione. Devi passare da una sedia all'altra, come il procedere di una fila di persone in piedi, ed hai la sensazione che tu resterai in piedi senza una sedia, perchè ce n'è una in meno delle persone che giocano, e che dovrai fare la penitenza. Il gioco è regolato da una signora piuttosto muscolosa, che irradia fosforescenze gialle a arancioni dalla sua tuta della Protezione Civile.

Arrivi infine dentro al box, dove ti accoglie una figura eterea dai capelli bianchi, molto nostro Signore dell'Universo, che in realtà è un eroico medico, già in pensione da molti anni, che si è offerto di lavorare per la campagna vaccinale. Parla con te della tua anamnesi, si congratula perchè sei tra quelli che assumono meno farmaci, che lui definisce "dell'età", e quindi procede alla purificazione. Ti buca la spalla con un ago così sottile che non senti nemmeno penetrare nella pelle e che nel mio caso non produce nemmeno una goccia di sangue. Ripensi alle siringhe che usavano quando eri bambino e al dolore che sempre provocavano e ne parli all'Etereo. Lui ti informa che non solo erano più grosse delle attuali, ma venivano utilizzate almeno un centinaio di volte e dopo le prime tre iniezioni si spuntavano e quindi avevano molto più difficoltà ad entrare nel tuo corpo, dal che il grande dolore.



L'Etereo è anche preoccupato perché mi spostano il richiamo di un mese e pensa che questo possa compromettere le mie vacanze. Scopro che è il commento che almeno 500 vaccinandi che mi hanno preceduto gli hanno propinato. Si illumina nuovamente di luce celeste quando commento che non mi sembra il più stringente dei problemi, quello della vacanze.

Mi lascia felice e mi aspetto quasi che mi dia anche un bacio di benedizione.

Bacio che avrei invece ricevuto volentieri dalla fanciulla che sedeva dietro il tavolo della registrazione. Dovete pensare che una volta ricevuto il vaccino ti senti libero dal peccato virale e volteggi su nuvolette cenesti. Il sorriso della fanciulla lo consideri come un corollario di questa tua nuova esistenza. Sei vaccinato e viaggi verso l'Immunità.

Hai però ancora un piccolo Purgatorio, devi di nuovo sedere, stavolta non per giocare a uno, due, tre, stella, ma per aspettare i fatidici 15 minuti che decideranno se sarai accettato nel Nuovo Regno o se stramazzerai sul campo di pallacanestro per una trombosi. Lì ricevo la telefonata di una cara amica, che cerca di prolungarmi il Purgatorio, dicendo che sono stato pazzo ad andarci da solo e che devo stare attento ai 45 minuti di macchina che mi riporteranno a casa, perché su quelli potrei cadere e non accedere più al Nuovo Regno.

Passo tutto indenne, arrivo a casa e mi purifico ulteriormente con una doccia.

Mi sento veramente diverso, più adulto e più vaccinato, e ancora devo fare il richiamo.

 

Andrea analogico

1 commento:

  1. È da un po'di giorni che volevo commentare questo scritto, perché è uno scritto e non un semplice post.
    Le descrizioni, le parole che leggo mi fanno entrare dentro la coreografia, dentro la storia. Si perchè è si la realtà ma una realtà che si trasforma in una storia di un genere scelto dal lettore. Horror per alcuni, thriller per altri,fantasy, altri ancora commedia. Mi ha fatto emozionare e chi mi conosce sa che ce ne vuole per riuscirci. Ah e non dimentichiamo il messaggio che arriva sulla missione vaccinazione.
    Non posso che ringraziare l"Analogico.

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