19 maggio 2021

Cinque consigli più o meno pratici per imparare l'Italiano

Mi hanno chiesto di scrivere un breve articolo, di quelli che oggi vanno tanto di moda in rete, ma che poi ricalcano alcune vecchie pubblicità americane degli anni Sessanta. Vi ricordate la massaia dell'Iowa che ci dava 10 utili consigli su come utilizzare il nuovissimo aspirapolvere o il concessionario dell'Idhao che ci dava 5 irrinunciabili suggerimenti su come scegliere una Cadillac ?
A me hanno chiesto di dare consigli su come imparare l'Italiano.
Nonostante lo stupido punto di partenza, devo dire che quello che ne è venuto fuori, non mi dispiace affatto, per cui lo condivido con voi, miei affezionati, eroici e rari lettori.



Cinque punti da prendere in considerazione per imparare a parlare la lingua italiana

La lingua italiana ha una sua particolarità, difficilmente si impara per ragioni di lavoro, è soprattutto una lingua di conoscenza. Chi la vuole imparare è attratto dalla cultura, dall’arte, dalla storia, dalla cucina, dai vini, dal cosiddetto stile di vita italiano. E’ una lingua che si impara per propria soddisfazione e per curiosità intellettuale. Dobbiamo quindi tenere conto di questo aspetto se vogliamo darvi dei consigli utili su come imparare a parlarla.

Motivazioni – Se dovete fare un viaggio in Italia, se avete un amante italiano, se volete leggere Umberto Eco in lingua originale, se volete organizzare un corso di cucina italiana, se volete andare alla ricerca dei vostri lontani parenti sulle montagne dell’Abruzzo, partite già avvantaggiati. Avete delle forti motivazioni per apprendere e parlare questa lingua. L’Italiano, come tutte le altre lingue, serve per comunicare con qualcuno, se avete seri motivi (o anche molto piacevoli) per comunicare qualcosa a questo qualcuno, avrete molta più facilità nell’apprendimento.

Opportunità – Cercate dappertutto ed in ogni momento di praticare la lingua. Accendete una radio italiana, quasi tutte offrono adesso l’ascolto in streaming, comprate (e leggete) un giornale italiano, andate a fare la spesa da qual pizzicagnolo all’angolo, che vende prodotti italiani e che appena può ama parlare nella sua lingua di origine, fissate una video conferenza con quell’amica italiana, che avete conosciuto sulla spiaggia in Puglia, costringete i vostri figli e i vostri parenti più stretti ad una conversazione a colazione parlando in Italiano.

Lezioni – Seguite un bel corso di lingua italiana in una qualsiasi forma. Oggi ce ne sono di tutti i tipi: on line, sia attivi che passivi, con una App, presso una qualsiasi associazione culturale italiana all’estero, in una scuola di lingua italiana a Firenze o a Taormina, con un Tutor personale che viene a casa vostra. Va tutto bene, anche andare a cercarli su YouTube, l’importante è che facciate attenzione a come questi corsi pensano di insegnarvi la lingua italiana. In questo caso il metodo è importante. Si può partire da qualsiasi argomento, alla maniera dello strutturalismo alla Chomsky, ma l’importante è come si propone l’apprendimento. Se dovete solo ascoltare una qualsiasi descrizione o conversazione, solo per sentire il suono della lingua, e non avete particolari disturbi del sonno, optate allora per un metodo che si basi sulla suggestopedia e sull’ipnosi, e ascoltate con le cuffie mentre dormite. Concentratevi su chi parla di approccio comunicativo, su chi parla dei bisogni linguistici di un pubblico adulto desideroso di comunicare e conoscere, su chi punta a presentarvi la lingua attraverso funzioni linguistiche sempre più complesse, sino a raggiungere quella soglia che è propria dei nativi di lingua materna e che permette di esprimersi pienamente e liberamente.

Approccio psicologico – Considerate che vi ponete, forse dopo tanto tempo, nella posizione di chi vuole apprendere. Quale posizione migliore per l’apprendimento che quella dell’infante, che giace da qualche parte dentro di voi. Lozano, padre della suggestopedia, teorizzava che l’apprendente deve tornare bambino per poter apprendere senza stress, considerando che l’infanzia è un periodo in cui mancano i concetti di critica e autocritica. Quindi ecco due passaggi fondamentali: prima di tutto porsi su un livello di giocosità, giocate con le parole, come si faceva da bambini, divertitevi anche a dire cose pazze e a ironizzare su voi stessi e su gli altri; quindi non abbiate paura di sbagliare, l’errore fa parte dell’apprendimento e se riuscite a non avere paura del giudizio degli altri e del vostro, divertitevi a sbagliare. Naturalmente, come è accaduto già nel nostro sviluppo, non si può continuare solo a sbagliare e a prendere in giro gli altri, e con il tempo gli errori vanno corretti.

Fatica e sudore – Ricordatevi infine che apprendere una lingua significa studiare e lo studio è anche uno sforzo fisico, come un qualsiasi lavoro. Ci vuole attenzione, concentrazione e impegno. Ci si può divertire quanto si vuole a raccogliere ciliegie e a mangiarle, ma se non siete a rubarle su un albero del vicino, la pianta va curata, concimate, potata. Quindi mettete in conto anche un po’ di fatica e di sudore, vedrete, entrambi ben spesi.

 

 Andrea analogico


1 commento:

  1. Questo sarebbe da tradurre in tutte le lingue anche se, il risultato non sarebbe lo stesso in quanto la traduzione non può avere,in molti casi, le stesse identiche parole e la lettura suonadiversa e diffonderlo a giro per il mondo.
    L'approccio psicologo è il mio preferito.
    Troppo bello, cinque punti essenziali e divertenti per imparare l'italiano. Andrea analogico i miei complimenti.

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