Arriviamo in auto al maneggio, rito di assegnazione dell'animale, spazzolamento forzoso dello stesso, sistemazione di finimenti e sella. Chi dirige le operazioni è l'insegnante della nipotina, manco a dirlo una donna tedesca trasferitasi appositamente in Svizzera per cavalcare libera tra boschi e passi alpini. Ci odiamo sin dal primo sguardo, dalla prima parola. Mi accorgo subito che per lei il cavallo non è come per me un mezzo di locomozione al pari di una bicicletta o di un paio di pattini, ma una scelta di vita. C'è chi entra in un partito politico, chi prende i voti ed entra nel noviziato, c'è chi diventa vegano e c'è chi sceglie Il Cavallo. Ho sempre detestato chi trasforma in ideologia o religione una cosa così semplice come andare a cavallo. Ho trovato soggetti simili anche tra i velisti, che trasformano il mondo in una setta di adepti con un loro linguaggio e un loro approccio speciale alla vita, rovinando ai semplici ominidi come il sottoscritto un'attività che di per se sarebbe anche piacevole e divertente.
Naturalmente la tizia mi individua subito, mi riconosce dall'odore e mi fa subito oggetto di tutta una serie di comandamenti: ognuno è responsabile e monade con il proprio ronzino, tutti devono seguire la gerarca in fila indiana senza affiancare i cavalli, non si esce dal sentiero per nessuna ragione. Dopo una lunga serie di umiliazioni, come spazzolare le palle del ruminante e ripulire la cacca secca dall'interno degli zoccoli, partiamo. Sono l'unico uomo, in testa la prussian equina, dietro la nipotina con una sua amichetta, quindi cognata, moglie e il sottoscritto, a chiudere la fila. Per fortuna la giornata è bellissima e l'attività fantastica. Prima la pianura di Samaden, poi il bosco di pini e larici per arrivare al Laj da Staz, quindi il lago di St. Moritz, Bad, tutta la riva destra dei laghi e del fiume Inn, che sono un'unica cosa, toccando Selvapiana e Sils. Un incanto che mi fa dimenticare in che intreccio mi sono cacciato.
Da Sils si sale verso la Val Fex, un paradiso montano inaccessibile ai più, con una diecina di baite trasformate in residenze di lusso composto e discreto per miliardari, musicisti e scrittori amanti della natura comoda e sostenibile, nel senso che sono gli unici che la possono raggiungere in auto, in quanto residenti.
Mentre procediamo con un misto di passo, trotto e galoppo, sapientemente guidati dall'amazzone, che pensa di essere alla Scuola spagnola di Vienna, mi rendo conto che il costume da bagno con retina sintetica, che porto sotto i pantaloni non risulta essere esattamente il capo di abbigliamento più adatto al cimento. Lo sfregamento con la sella mi sta infatti producendo un'abrasione che inizia a crearmi qualche problema. Non so per quale romantica illusione ho pensato che lungo il percorso potevamo fermarci sul bordo di un laghetto o di un torrente per rinfrescarci e non volevo farmi trovare impreparato. Naturalmente la centaura non ci permette alcuna sosta nè per bere nè per mangiare, figuriamo ci per rinfrescarci. Evito quindi di chiedere una sosta per cambiarmi l'indumento intimo.
Arriviamo finalmente al centro della Val Fex che inizia ad imbrunire, i miei testicoli sono estremamente irritati dalla retina sintetica e immagino che forse una volta sceso di sella potrei chiedere al mio cavallo di spazzolarmeli, come ho fatto io con lui prima di partire. Il luogo è bellissimo, la valle si chiude in alto, raggiungendo le vette che sono ancora leggermente illuminate dagli ultimi raggi di sole. La vegetazione, cioè gli ultimi sparuti larici, hanno lasciato il posto a cespugli bassi, tipo ginepro, e a prati e pietraie, forse un po' troppo cupe. Entriamo nella stalla dell'allevatore locale, che definirei eroico, e iniziamo il rito di levare finimenti, sella e coperta dalla bestia, che nel frattempo fuma, cioè emette un notevole vapore dalla pellaccia ruvida e pelosa, lo spazzoliamo amorevolmente e con la massima cura, palle comprese, lo asciughiamo e gli puliamo gli zoccoli. La capo branco d'oltralpe gode e spera inconsciamente che sveli a tutti le mie piaghe inguinali, ma io stoico inizio a concepire la mia vendetta.
So infatti dalla nipotina, che mi sono dimenticato di dire, insieme all'amichetta, mi ha surclassato in tutte le tecniche di equitazione durante la giornata, che il programma prevede di dormire nella stalla, con tanto di sacco a pelo, sulla paglia, ognuno accanto al suo equino. Molto bello e molto coinvolgente.
So però che accanto alla stalla c'è un vecchio albergo, costruito dai primi turisti inglesi in perfetto mountain gothic style, interamente in legno. Il suddetto albergo possiede anche un ottimo ristorante per la cena e produce torte ai mirtilli e ai lamponi locali per colazione, e naturalmente accettano ogni tipo di carta..
E' con grance piacere che dichiaro alle mie compagne di avventura: "Io non dormo nella stalla, preferisco andare in albergo". L'epigona di Wagner quasi crolla a terra e si oppone fieramente alla mia decisione, dicendo che il programma non prevede una scelta diversa da quella del sacco a pelo sulla paglia. Io la guardo trionfante e le dico che non me ne frega un baffo del suo programma e che l'albergo me lo pago per conto mio ed esco temporaneamente dal suo programma spartano di formazione di future walkirie.
Moglie e cognata, inaspettatamente, provate dalla giornata, si dichiarano concordi con la mia scelta. E' fatta, ne esco vincitore. I tre adulti non equino dipendenti vanno in albergo, l'istitutrice a cavallo e le due fanciulle dormiranno nella stalla.
Mi godo cena, letto e colazione con tanto di torta alle prugne con un nome impronunciabile. Noto però sul volto dell'aguzzina una certa volontà di vendetta che mi lascia con qualche timore. Per tutta la discesa verso Sils la soldatessa del Königlich Preußische Armee tenta di uccidermi lanciando l'intero gruppo al galoppo lungo le sponde scoscese del torrente e lungo le pietraie che scendono a valle. Io sono chiaramente l'anello debole della catena equestre e lei spera che mi spezzi. Fortunatamente non ho più il costume da bagno con la retina sintetica e posso agganciarmi saldamente alla sella, giungendo sano e salvo ai tranquilli pascoli sul Lago di St. Moritz.
La strada è però ancora lunga prima di arrivare al maneggio di Samaden e io sono stremato e soprattutto non mi diverto più.
So però che in un pratone adiacente al Grand Hotel a Bad si sta svolgendo il Campionato del Mondo di polo. Si, esiste veramente questo sport, non è solo un invenzione cinematografica dei film di spionaggio, e veramente le coppie scendono dalle tribune per ricomporre le zolle del terreno con un bicchiere di champagne in una mano e una fragola nell'altro.
So anche che il padre dell'amichetta della nipotina, direttore di un grande albergo del capoluogo, ha allestito un chiosco modello liberty, con tanto di veli bianchi di lino al vento, dove appunto vende bicchieri di champagne, fragole ed altre delicatesse. Convinco facilmente il gruppo ad una deviazione e maturo una mia ulteriore vendetta nei confronti della sergente di ferro.
Siamo accolti come degli eroi di ritorno dalla campagna di Russia e rifocillati come tali, ma con champagne, vini d'Alsace, tartine ai gamberetti, al salmone o al tartufo. Diciamo che mi lascio un po' andare a questa versione da Grande Gatsby di me stesso e bevo e mangio come un lavandino. La Rottermeier equestre freme dal desiderio di risalire a cavallo e riprendere il ritorno alla stalla natia. Io la guardo, anzi la fisso in volto, e nello stesso tempo mi rivolgo alla nipotina, dicendole: "Cara, il vecchio zio ha mangiato e bevuto un po' troppo, che ne dici di riportare al maneggio anche il mio cavallo ?" Lei si dichiara subito entusiasta, mentre la giannizzera si oppone duramente, arrivando a dire che è pericoloso condurre due cavalli. La nipotina afferma naturalmente che per lei non c'è alcun problema e che lo può fare facilmente. Ho visto la walkiria emettere lo stesso vapore della pelle dei suoi amati ronzini e volevo gridarle per raccomandarmi di pulire gli zoccoli del cavallo al loro arrivo al maneggio, ma era già partita in un galoppo furioso.
Io sono stato riportato a casa dal padre-albergatore-generoso anfitrione e amico con il suo fuori strada. Ci siamo abbracciati davanti alla porta, dichiarandoci tutta la nostra stima ed affetto, un po' ebbri ma felici.
Taschenbunker
Fantastico, mi hai fatto morire dal ridere come al solito, programma di formazione di future valchiria.. eccezionale, ma da dove ti vengono queste espressioni... bravo complimenti.. alla prox
RispondiEliminaIl commento è della finta krukka, ovviamente....
RispondiElimina