03 aprile 2022

Ma perchè il narcisismo è una malattia virale e di narcisismo però non muore mai nessuno ?

Prima o poi doveva succedere anche a me. Troppi conoscenti mi avevano descritto delle pagine Facebook o dei veri e propri siti dedicati alle loro classi di Liceo. Quanti mi avevano parlato di "rimpatriate" con i compagni di classe della scuola superiore.
Fino a due giorni fa avevo scansato questa prova. Poi mi è arrivata la telefonata del B., che però chiamerò Enrico, perché mi è simpatico, che mi comunica che si è già costituito un gruppo whatsapp, denominato Quinta H. Non solo il P., che è uno che ci sa fare con il computer, ha già costruito anche una pagina, dove si possono ammirare le foto dell'ultimo anno di questa classe del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci. Su ogni figura il P. ci ha scritto il nome, anzi il cognome, perché quello si usava per riconoscersi e chiamarsi, magari preceduto dall'articolo determinativo maschile o femminile, in un tempo in cui a dettare il tempo, lo spazio e l'esistenza di tutti noi era il registro di classe. Sul cognome il P. ci ha sapientemente collegato un link con una paginetta dove c'è il profilo di ognuno dei "compagni di classe".

Preso dall'euforia di cotanta iniziativa di ricerca del tempo perduto, faccio l'errore di andare a vedere qualcuno di questi profili. Le foto mi provocano effetti contrastanti, qualcuno è com'era ai tempi del Liceo, magari un po' più grassottello, forse perché già allora sembrava vecchio-vecchia, qualcuno invece è stato diciamo un po' aggredito dalla vecchiaia e sembra Robinson Crusoe quando viene finalmente ritrovato e riportato alla civiltà, prima di essere lavato, sbarbato e sfamato.
Do una lettura sfuggente ad alcuni profili e noto che le donne parlano soprattutto della famiglia e di quanti figli hanno fatto, mentre gli uomini narrano di grandi imprese professionali. Rifletto di nuovo, come mi accade spessissimo negli ultimi tempi, sui tragici effetti operati dalla diffusione dei mezzi di comunicazione, in particolare degli smartphone, con i quali ormai si utilizzano spezzoni di realtà per costruire un mondo virtuale, molto più vasto, fatto di profili personali, blog, ecc. Possibile che i miei compagni di classe non si stiano rendendo conto del narcisismo che c'è nella produzione di questa narrazione di se stessi ? Sospetto che il P. abbia fornito anche i limiti in battute e pixel per i testi e le foto, perché i vari profili hanno tutti le stesse dimensioni. 
Da non frequentante dei "social network" ho personalmente una certa difficoltà a descrivere 50 anni della mia vita in 10 righe. Prima di tutto mi assalirebbe il dubbio che siano poche, quindi quello che siano troppe. Poi mi domanderei, ma cosa devo mettere in rilievo, quello che ho fatto di buono o quello che ho fatto di cattivo ? Dovrei iniziare con le mie avventure sessuali o con le mie iniziative professionali. Dovrei prendere la cosa seriamente o buttarla sul ridere ? E la foto, quale pubblicare, quella dove sembro mia nonna al mare o quella dove risulta ancora un certo fascino latino ? Non penso che ce la farò.
Un paio di soggetti, soprattutto maschili, li conosco ancora e so cosa hanno fatto nella loro vita. Se tutti si sono comportati nella redazione come si sono comportati questi, diciamo che la cose positive sono state messe un pochino in rilievo e l'immagine che ne risulta è decisamente ganza. E' come se io dicessi che ho dedicato la mia vita a discendere pericolose rapide in tutto il mondo, perché una volta mi hanno trascinato a fare rafting con un gruppo di camerieri e cuochi, che avevano il giorno libero. Credo di avere anche le foto da qualche parte, che potrei mettere sulla mia pagina.
Già al telefono avevo confessato al simpatico Enrico, che non sono fatto per queste cose. Mi viene subito in mente uno di noi, che è andato in pensione, che non sa più bene come passare le giornate, e allora studia la possibilità di rimettersi in contatto con gente che non vede da 50 anni, con le quali forse non ha più niente a che fare, semmai a quei tempi poteva avere qualcosa a che fare. 
Mentre sono al telefono con l'Enrico non penso al fatto che con una di quelle compagne di classe ho avuto il mio primo grande innamoramento ed un rapporto di anni, curiosamente tutti dopo aver finito il Liceo. Cosa che invece mi viene fatta notare distrattamente dalla mia attuale consorte, quando l'aggiorno su tutto l'evento storico. Questo pone un altro intoppo all'idea di questa reunion. Non la vedo e non la sento da una vita e dovrei rincontrarla così, insieme a 37 altri quasi sconosciuti, perché uno di questi si annoiava. 
A quei tempi il caso e la carenza di aule ci ha messo insieme. Si, eravamo l'ultima sezione della scuola e non volevano inventarsi anche una class I, quindi hanno ammucchiato 39 persone in un unico gruppo di insegnamento e l'unico ambiente che ci potesse ospitare era la vecchia sala del consiglio dei professori. Ci è andata anche bene, perché almeno la metà del gruppo era composto da persone carine e interessanti. E' stato uno dei periodi più divertenti della mia vita, ma già allora non condividevo i miei interessi e i miei piacere con tutti loro. Non capisco perché lo debba fare adesso. Perché dovremmo rivederci tutti e 39 insieme, quando non ci piacevamo tutti nemmeno allora ?
Ho detto all'Enrico che io ho anche un problema di tempo, nel senso che il lavoro mi impegna molto in questo periodo. Ho però lasciato credere in un momento di assoluta debolezza, che se un giorno decidono di fare una cena, posso anche parteciparci. Più ci penso però e meno credo che lo farò.
Ho deciso invece che costruirò un mio profilo sul loro sito narcisista, che sarà completamente frutto di fantasia e il più possibile irriverente. Ma temo che molti non capiranno.

Ecco il profilo che pubblicherò sulla pagina Google della Quinta H:

Andrea Moradei

Dopo aver condiviso la maturità con voi, per smaltire le scorie della formazione gramsciana impartitami dalla Prof.ssa B., mi sono arruolato nella Legione Straniera e mi sono trasferito nel Sahara spagnolo, per uccidere qualche berbero. Ho avuto presto una crisi di coscienza e mi sono trasferito a Tangeri, dove ho vissuto 5 anni vendendo poesie di contenuto erotico omosessuale la sera nei caffè e nei ristoranti. 

                                                          Sono il secondo della fila, con gli occhiali scuri,
                                                                                        

Ho deciso però che tutto questo contrastava con la mia formazione da chierico e sono tornato in Italia, dove ho contratto il mio primo matrimonio, con rito cattolico, con una giovane pastora di Vinca sulle Alpi Apuane. Con lei ho procreato e cresciuto i miei primi 6 figli. Stanco della vita agreste e dell'odore del latte, ho deciso che era giunto il momento di mettere a frutto le mie doti di intellettuale di sinistra e sono partito per la Cambogia, dove, grazie anche alla mia esperienza apuana, sono stato consulente per l'agricoltura dei khmer rossi. Li ho conosciuto una giovane artigiana di ventagli con la quale ho contratto il mio secondo matrimonio, con rito buddista, procreando e crescendo male e nella fame i miei secondi 6 figli.

                                                        La splendida Liù, il giorno del nostro matrimonio

Dato il fallimento totale della mia politica e le frequenti carestie, ho deciso che era giunto il momento di provare i benefici della ricchezza e mi sono trasferito a Los Angeles, dove ho sposato in segreto, con rito protestante, Angelina Jolie. Con lei ho procreato e cresciuto nella ricchezza e nell'abbondanza i miei ultimi 6 figli, che lei ha sempre presentato come adottati. Vivere a Beverly Hills non era però la mia strada e grazie agli insegnamenti del Maestro Yoda ho intrapreso la via della meditazione e della gestione della forza.

                                           Le prime lezioni con il Maestro e i primi dubbi e debolezze del sottoscritto.
                                                                     Qui il Maestro mi ha appena invitato ad abbandonare ogni attività sessuale, 
                                                                     solitaria, di coppia o di gruppo

Adesso ho trovato il mio equilibrio e la pienezza del mio io. Essere diventato un Jedi ed avere su di me la responsabilità della salvezza della nostra Galassia, ha finalmente dato un senso alla mia vita e mi sono fermato.
Credo però che un giorno andrò anch'io in pensione.

Andrea analogico







6 commenti:

  1. A parte il fatto che ti sei dimenticato di narrare quando t'imbarcasti su un cargo battente bandiera liberiana...
    Ma so cosa ti direbbero se tu postati ciò che hai scritto sopra...

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  2. Non riesco a smettere di ridere. È impossibile, non ce la faccio davvero.Samu che è qui con me, accanto a me che stasera il mio compagno di avventura si è, giustamente concesso una cena con un amico,mi guarda e chiede per rido e non riesco a parlare. Tra poco glielo farò scoprire. Geniale,superlativo....di più non si può chiedere. E quanta ragione hai! La foto della legione straniera,il secondo con gli occhiali ha rischiato di farmi soffocare dalle risate. Che devo dire se non ringraziare.

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    1. Che dire ? Scriverei solo per la soddisfazione che tu mi sai dare.

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  3. considerata la mia convinzione di restare sempre fanciullo / ragazzo , non amo incontrare vecchi compagni vecchi di liceo. mi sembra di essere in una macchina del tempo ( orologio )dove gli altri invecchiano e io maturo .a proposito di di legione straniera , sappi che la campania è una regione straniera dove ci si arruola per far carriera poi nell'esercito borbonico. vorrei non essere frainteso e ribadire la mia ammirazione per giuseppe garibaldi . napoli finisce a gaeta dice il proverbio . dunque .... diciamo che sono uscito fuori tema. tuttavia a proposito di narcisismi sappi che il mio bis bis nonno era un famoso sarto e , sembra abbia cucito e rammendato la camicia di bixio e garibaldi .

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