02 maggio 2021

Vati e spiriti pratici

Sembra che ormai la Domenica sia il mio giorno di riflessioni. E' iniziata come tutti gli anni la guerra dell'erba:  tosaerba, decespugliatore, trattorino, il mio esercito personale mi sorregge in questa opera titanica di tenere pulito l'ettaro di terreno che c'è intorno a casa mia. Un tempo iniziavo al mattino e finivo alla sera, adesso ho un'autonomia di tre o quattro ore, e all'interno di queste, mi devo fermare a riposarmi o a stirare le mie stanche membra. Mi siedo su una poltrona al sole e mi vengono in mente le parole di mia moglie del giorno prima su un articolo di Susanna Tamaro sul Corriere della Sera, nel quale sembra che ce l'abbia con il '68. Lei scrive periodicamente per il Corriere e mi è capitato di leggere alcune sue cose carine. Parte di solito dal microcosmo agreste in cui vive, da esperienze personali affini alle mie, per esempio Telecom che non interviene per riparare la linea telefonica, qualche episodio mi sembra legato alle api, per poi arrivare a riflessioni sull'Italia e sul mondo.
Parte effettivamente dagli appezzamenti arancioni di terra, desertficati dal diserbante, cioè da qualcosa che è possibile vedere sia intorno a casa sua che a casa mia, ma viene subito folgorata da una categoria celeste "I Bravi Ragazzi", cioè quelli che durante la pandemia hanno dato prova di coraggio, altruismo, pietas. Da contrapporre a quelli che hanno il cuore arido e che fanno figli come pesci, per poi abbandonarli in acque ostili. Mette quindi in riga Illuminismo, Darwinismo e altri cinici movimenti di pensiero così, con due parole, senza un'analisi o un riferimento, niente. Penso che la sua fede religiosa la porti a frequentare strade diverse dalle mie e continuo sereno la mia lettura. Il Sessantotto viene citato un'unica volta, per equipararlo al diserbante e per dargli la responsabilità di tutto il peggio dell'essere umano. E qui il Vate, anzi la Vate (o Vatessa ?) dà il meglio di sè. La scrivente dichiara di sapere cosa sia il Bene e di perseguirlo grazie alla Consapevolezza e alla Volontà. Gli altri (quali ? chi ?) scelgono invece il Male, perchè è più comodo e più facile. Le maiuscole sono mie, ma gli aggettivi sono suoi. Tutto questo senza un riferimento, una citazione, un minimo di analisi. Mi fermo allora a pensare quanti filosofi, scrittori, artisti hanno descritto l'essere umano come un qualcosa di complesso, sballottato tra i limiti imposti dal Bene e dal Male. Tutto messo da parte, basta la consapevolezza e la volontà di Susanna Tamaro, noi invece perfidi individui, ci lasciamo andare alle cose comode e facili. Ma di chi parlerà ? Non ce lo dice.


La vera essenza dell'Essere Umano

Penso allora alla scrittrice che periodicamente viene invitata dal giornale a scrivere un articolo e si sente in dovere di dare un contributo essenziale all'esistenza degli altri. Giudica quindi, vaticina e pontifica.
Per fortuna mi imbatto subito dopo nel sublime spirito pratico del buon vecchio Antonio Paolucci, ex sovrintendente, ex ministro e attuale Direttore dei Musei Vaticani. Non me ne voglia per il vecchio, è detto con affetto e ammirazione. Interrogato, sempre sul Corriere, sulla decadenza di Firenze e del suo centro storico, risponde: "Amare la propria città non è un concetto complicato; significa comportarsi da persone civili. Si parla di cose semplici e concrete come non sporcare, non fare casino, non assembrarsi nelle piazze, non gettare l'immondizia dove capita... Poi, certo, se sei un poeta, è un bel gesto d'amore anche scrivere versi su Firenze e dedicarglieli. Ma per tutti quelli che poeti non sono, basta poco".Ed è tutto minuscolo e quotidiano, aggiungo io. Tutto molto più vicino agli altri che al proprio Grande Ego.






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