Come metafora ho scelto la presa del Palazzo d’Inverno, quella della Rivoluzione d’Ottobre, soprattutto per motivi immaginifici.

La folla affamata tumultua, assedia la residenza dell’odiato zar. Soldati, milizie rosse, operai, donne, malamente armati, attendono solo un segnale. L’incrociatore “Aurora”, in mano ai marinai ammutinati, gira le sue batterie, pronto a far fuoco e dare il via all’assalto. Ma dove sono i capi rivoluzionari? Non si trovano, nessuno sa dove si siano cacciati. Gira voce che uno sia seduto sul divano in pantofole, alla TV, mentre un altro partecipa attivamente al Simposio “Suicidi sulle Ferrovie Dimenticate – Problemi e Opportunità”. C’è poi chi è impegnato in una consulenza professionale per l’Ente di Promozione del Lago Titicaca, mentre altra figura chiave guida una vacanza attiva con raduno nelle lande sperdute del Belucistan. Uno invece si è reso irreperibile, non risponde al telefono di casa, al cellulare, alle email … cazzo non esistevano ancora, che figura sto facendo! Vabbè, gli mandano dei messaggeri a casa, ma lui nisba. Qualche altro leader è un po’ perplesso delle defezioni, ma insomma cerchiamo di comprenderli, avranno le loro sensibilità.
La presa del Palazzo d’Inverno viene rinviata, anzi non avrà luogo. Meglio fare vita tranquilla, è meno faticoso, non c’è da rompersi tanto. La Rivoluzione si ferma lì, e magari è anche un bene: notoriamente quella vera non ha avuto gli esiti che i suoi entusiasti sostenitori si aspettavano. Meglio starsene a casina, cincischiare, rimpallare, tergiversare, e per carità non si deve essere così autoritari.
Avevano ragione loro.
Ovviamente si tratta solo di una metafora, e il riferimento non è ad Erdogan che massacra i Curdi, a Pinochet, ai macellai argentini o altri orrori. No, si tratta di “rivoluzioni” ben più piccole, dove nessuno rischia la vita e nemmeno un graffio, tutt’al più qualche piuma o di perdersi una partita di calcio.
Colonna sonora in tema, con un misto di sarcasmo , brividi, tragicomico, delusione e non so cosa altro. Quelli nei filmati la rivoluzione l’hanno fatta davvero, i capi non erano in pantofole sul divano o al Simposio “Suicidi sulle Ferrovie Dimenticate: problemi ed opportunità”. E gli esiti non sono stati quelli sognati durante l’assalto al Palazzo d’Inverno o dai marinai dell’incrociatore Aurora. Che abbia ragione chi preferisce baloccarsi nel suo noioso tran tran???
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