Forse non tutti sanno che Andrea analogico dal 14. Dicembre ha una sua appendice autoriale, anzi più propriamente una protesi d'autore, la chiameremo Andrea ancalogico. In quella data sono infatti entrato in sala operatoria per un intervento programmato da mesi all'anca sinistra.
Penso di aver decisamente sottovalutato l'impegno e sono ancora qui a domandarmi se è stato il mio inguaribile ottimismo o se sono state testimonianze fuorvianti di medici, amici, protesi anchisti esperti, a farmi credere che me la sarei cavata alla grande in tempi brevi. Il giorno delle dimissioni dall'ospedale, anzi dalla clinica 5 stelle de luxe, dove ero ricoverato (in un altro post vorrei narrarvi con piacere le caratteristiche della "location"), mi sono imposto l'imperativo morale di dedicarmi anima e corpo alla mia guarigione. Seguendo le indicazioni di amici fisioterapisti, ho intrapreso un percorso di ginnastica assai impegnativo, che pensavo mi avrebbe portato con certezza e linearità a riprendere in poco tempo la mia vita normale.
Dopo due settimane dalle dimissioni ero fiero di me e del lavoro svolto. Una Domenica ho fatto anche una passeggiata sino all'orto, per vedere a che punto erano cavolfiori, radicchi e cavolo nero. E, a dimostrazione che Hegel sbagliava a pensare che l'umanità avrebbe avuto sempre uno sviluppo progressivo e lineare, le umane sorti del sottoscritto hanno subito un tracollo. La sera non mi reggevo in piedi, un dolore atroce mi divorava il fianco destro, e una specie di ramo nodoso mi penetrava il gluteo della gamba sinistra. Essendo stato terrorizzato sin dai primi incontri con l'ortopedico sulle varie ipotesi di lussazione dell'anca, vado a letto pensando di aver fatto una frittata e di dover andare al pronto soccorso. Passo una notte d'inferno, consultando anche la guardia medica. Una vocina di una giovane dottoressa mi rassicura che non ci sono rischi di embolia e che posso aspettare la mattina per farmi ricoverare. Per sicurezza, chiamo l'amico fisioterapista e lo prego di venire a casa mia per verificare se effettivamente l'anca è fuoriuscita dalla sua sede. Nel frattempo il dolore è passato e mi accorgo che posso sollevare e piegare l'arto funesto.
Arriva l'amico, esperto fisioterapista, dedica due secondi ad osservare la gamba e pronuncia la frase che non avrei mai voluto sentire: l'anca è lussata. Quasi piango dalla disperazione. Inizia intanto l'operazione ricovero con l'ausilio di un'ambulanza. La dolce consorte chiama il 118 e inizia a descrivere agli operatori tutte le difficoltà che un'ambulanza potrà incontrare a salire sulla nostra aspra e irta collina. L'ambulanza arriva e si ferma ai piedi del colle, la consorte preleva l'autista, poco più che ventenne e mostra le due vie di accesso alla magione e al paziente. L'autista le giudica entrambe non percorribili. Una perché le curve sono troppo strette, l'altra perché i rami degli alberi sono troppo bassi. Decide quindi di richiedere l'intervento dei Vigili del Fuoco per tagliarli. Questi non solo rispondono ma vengono anche. Un prode pompiere su una bella jeep rosso amaranto si intrattiene con i volontari dell'ambulanza per una mezzoretta su alcuni amici comuni di Pontassieve e se ne va senza accendere la sega a motore.
Nel frattempo sono sempre più convinto di non avere alcuna lussazione ma solo un forte stress alla coscia. Ne parlo con il Maestro della medicina ginnica e gli faccio notare che alzo e piego l'arto. Lui mi dice: "Certo, se tu riuscissi ad alzarti a sedere ciò significherebbe veramente che non c'è lussazione". Cosa che regolarmente faccio, mettendomi anche in piedi. Faccio notare che forse a questo punto potremmo fermare l'Operazione ricovero, lui mi risponde che ormai li abbiamo chiamati e che comunque è bene fare una radiografia.
Rassegnato mi alzo, prendo le stampelle, salgo sulla mia auto, con la prode consorte alla guida e raggiungo l'ambulanza ai piedi della collina. Mi fanno stendere su una lettiga, che una volontaria diciannovenne mal sopporta per il peso dell'omone che vi si è adagiato, Pensa bene quindi di adagiare tutto in terra, richiedendo l'aiuto dell'autista poco più che ventenne, impegnato in una conversazione telefonica.
Sono a bordo. Il mezzo parte inspiegabilmente a sirene spiegate e ad andatura folle, terrorizzando gli abitanti del Leccio. Andatura folle che tiene per tutto il percorso dall'erto colle al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Ponte a Niccheri, rischiando la vita di tutto l'equipaggio lungo un'autostrada ingolfata dal traffico.
A questo punto, pur essendo Andrea analogico, odo la vocina dell'esperto SEO, che mi ricorda di non scrivere e pubblicare post troppo lunghi. Chiudo quindi questa prima puntata. Ci risentiamo presto.
Andrea ancalogico
Comincio dicendo che, almeno per me, il post non appare lungo e anzi, mi stavo appassionando..
RispondiEliminaEsserti reso conto che, vari "espertologi di anche o simili" ti hanno illuso su una strada veloce e quasi indolore, immagino sia stata una non piacevole sensazione. Ma ancora piu' "ansiogena" sara' stata la sensazione di esserti lussato l'anca, dopo l'operazione, facendo una sicuramente piacevole passeggiata verso l'orto.
Ambulanza, vigili del fuoco, insomma un film.
Vado a leggermi di corsa la seconda parte